01
Feb
16

Family day e legge Cirinnà


zebrataFamily day, un rito che si ripete e sempre per andare a contrastare alcune conquiste di civiltà, che cozzano sostanzialmente con determinati cardini vecchi, polverosi e obsoleti, ma che tengono ancora insieme l’Italietta un po’ sciocca e “ignorantella”. Gli italiani non leggono, studiano poco, non crescono culturalmente e nemmeno economicamente, però desiderano restare così, in una pia inconsapevolezza, che sa tanto di epoca fascista.

I partecipanti al family day hanno sbandierato di essersi presentati alimages (4) Circo Massimo di Roma in due milioni, e la cosa ha fatto subito alzare il sopracciglio, perché in quella zona non si possono contenere neanche trecentomila persone scarse, manciata in più, manciata meno e già qui il flop era bello e servito. Comunque erano in molti, tante allegre famigliole, bimbi cinguettanti, mariti, mogli  che davanti ai microfoni ripetevano più o l43-tradimento-130503172456_bigmeno la stessa solfa, ovvero che un bimbo nasce da un uomo e una donna e così è sempre stato, ed io che credevo mi avesse portata una cicogna bionda e glitterata come Donatella Versace, sono rimasta malissimo, come quando alla veneranda età di undici anni venni a sapere che Babbo Natale non esisteva!

Potremmo ricordare a chi vuole ignorare che nel mondo esistono moltitradimento generi di famiglie, e che in quasi in tutti i paesi civilizzati le unioni gay ci sono. In Olanda almeno dal 1970 i gay crescono dei figli che fior di ricerche e statistiche scientifiche, frutto di università blasonatissime, definiscono tali soggetti assolutamente normali ed equilibrati. Le coppie gay esistono e hanno il diritto di vivere in pace senza alcuna discriminazione, poiché non sono esseri di serie B.

In Bulgaria invece no, ma con tutto il rispetto non mi pare che si trattiimages (3) del faro a cui tutti guardano.

Il grottesco si raggiunge però andando a vedere la cristallina vita di chi si oppone alle unioni gay o al fatto che gli omosessuali possano crescere dei figli. Si tratta di gente etero, ma spesso pluridivorziata, divorziata, e con tanti scheletri nell’armadio, che si sa, prima o poi tracimano.

Molti di quei mariti etero, giovani e prestanti, con all’anulare una fede luccicante, e un marmocchio che la notte non dorme, appena possono vanno a prostitute con in auto il seggiolino del pupo, e se sono al top, vanno a trans. E che dire delle mogliettine che dopo aver portato i figli a scuola, si concedono un paio d’ore con l’amante, poi però alla domenica vanno a messa con tutta la ciurma, e il quadretto è salvo.

images (1)Sarebbe bene ricordare che la maggior parte degli abusi sessuali contro le donne e i bambini, avvengono in famiglia e da padri e parenti assolutamente etero, ma in questi giorni non se ne parla non sta bene. Stavamo in pensiero, e alla fine è intervenuta anche la chiesa con alti prelati a dire che un bambino ha diritto a una madre e a un padre, così, tanto per mettere la ciliegina sulla torta, solo che si tratta di un dolce andato a male. Potremmo parlare a lungo dei preti pedofili, o delle orge gay a base di coca in cui sono rimasti coinvolti taluni sacerdoti, ma è meglio glissare e ricordare solo che loro la moglie non l’hanno, i figli sì, ma anche questo è un altro capitolo.

downloadTutti sappiamo che l’ideale per un figlio, è avere una madre e un padre, ma non sempre la vita va come vorremmo e allora cosa deve fare il legislatore o la persona di buon senso, se non promulgare leggi che tutelino tutti i bambini, non solo i figli del “mulino bianco”.

Non si fa che parlare della miglior condizione psicologica per i bambini, però sembra che ci si dimentichi di quanto vengano strumentalizzati questi figli, manipolati da soggetti etero che spesso li sfornano per tentare di salvare un matrimonio, addirittura c’è chi li prende in affido e cerca di adottarli nel becero tentativo di tenere insieme i cocci di nozze che puzzano di marcio, e poi con un filo di perle e dopo la messa, hanno anche il coraggio di pendersela con la non ancora varata legge Cirinnà?

Simona Aiuti

03
Mag
17

NAWAL SOUFI, filantropa o cosa?

IMG_20170329_170811

Simona Aiuti

ZUCCARO NON MOLLA: “TRA LE ONG NON SONO TUTTI FILANTROPI. GLI SCAFISTI BUTTANO I TELEFONI IN MARE SE ARRIVANO LE NAVI DELLA MARINA, SE ARRIVANO QUELLE DELLE ONG LI CONSERVANO” – IL PM DI CATANIA CHIEDE DI POTER FARE INTERCETTAZIONI

Nawal Soufi, l’angelo dei profughi, haa 27 anni, vive vicino a Catania e la chiamano Lady Sos perché il suo numero di telefono passa tra i migranti che tentano di arrivare in Italia, di fatto il 90% senza averne diritto e la patata bollente passa a noi che messi davanti al fatto compiuto, dobbiamo farci carico di una emorragia umana.

Il suo nome è Nawal Soufi, ha 27 anni e origini marocchine, ma da18198305_10208882882125839_3887755215518544086_n sempre vive vicino a Catania con la famiglia. Da tempo la chiamano”Lady Sos”perché il suo numero di telefono è un gancio essenziale per tutti quelli che si mettono in viaggio dall’Africa, infatti, appena sono in mare chiamano lei e da lei, il passo che porta alla guardia costiera o a qualche nave che si precipita nelle acque libiche il passo è beve, anzi brevissimo.

Come attivista, passa moltissimo tempo alla stazione di Catania, downloadaccogliendo i presunti aventi diritto d’asilo che vogliono allontanasi velocemente da quelle zone, il più delle volte vogliono dirigersi in Nord Europa, ma ovviamente legalmente non possono farlo, cosa che non scoraggia nessuno evidentemente, anche chi aiuta questa gente in fuga e probabilmente non ha nessun senso d’appartenenza all’Italia, ma ne sfrutta i vantaggi.

images (6).jpgNawal fa ricariche telefoniche, compra talvolta anche biglietti per treni, e si definisce una “attivista per i diritti umani”, cosa che dice farà sempre.

Una volta, un ufficiale della Guardia Costiera le ha ventilato una denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, cosa che non l’ha affatto scoraggiata.

E’ evidente che s sente parte di quel popolo in movimento e vede solo quella direzione.

La signorina Soufi non è solo presente su Facebook dove chiunque da tutto il mondo può contattarla e potrebbe accordarsi con lei, maimages (5) anche su twitter e cosa interessantissima, segue molti arabi, molte ONG che operano nelle acque del Mediterraneo per caricare i migranti, segue Laura Boldrini e questo non ci stupisce, Khalid Chaouki, Cécile Kyenge, SOS MEDITERRANEE FR, molte altre simili organizzazioni non governative, ovviamente la Guardia Costiera, che evidentemente deve monitorare e incredibile ma vero, la Marina Militare italiana!

Mentre Soufi è seguita sul noto social quasi esclusivamente da arabi, pochissimi italiani e direi pochissimi residenti in Italia e questo fa riflettere moltissimo.

Ecco, io credo che la magistratura italiana dovrebbe indagare a fondo su come vengono usati questi social, se si configura uno o più reati, perché di fatto la signora non salva i migranti, ma prende il contatto e lo passa alla guardia costiera. Arriva quindi molta gente che non ha alcun diritto, e tra loro potrebbe anche esserci gente molto pericolosa, come di fatto è già accaduto.

Simona Aiuti

04
Apr
17

Omicidio #EmanueleMorganti e i lati oscuri di #Alatri

IMG_20170329_170811

simona Aiuti, giornalista, blogger, scrittrice

Emanuele Morganti è stato picchiato prima all’interno. Perché credevano stesse importunando la barista, e l’hanno trascinato in un angolo. Poi scortato da quattro persone fuori con la maglietta strappata, il sangue vicino la bocca e lui agitato che diceva: Ma non sono io ad aver dato fastidio. Non sono io. Perché mi cacciate? Poi il linciaggio e la sua tragica fine.

 In queste ore si aggiunge un ottavo indagato nell’inchiesta di Alatri per l’omicidio di Emanuele Morganti, avvenuto dopo un brutale pestaggio fuori da una discoteca la scorsa settimana. Nel registro degli inquirenti è finito un uomo che sarebbe stato presente al momento dell’aggressione del ventenne.

Dalla scorsa settimana si trovano in carcere i due principali
accusati della morte di Morganti, i fratellastri Mario Castagnacci e Paolo Palmisani,
accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, già perché incredibilmente un movente non c’è e forse non salterà mai fuori. Tra gli altri indagati ci sono i quattro buttafuori del locale in cui sarebbe cominciata la discussione tra Morganti e i images (6)suoi aggressori, oltre che il padre di Castagnacci; tutti indagati per rissa.

Oggi la verità sembra piuttosto lontana, e le ragnatele viscide che avvolgono e che soffocano l’intera vicenda, offuscano il lavoro degli images (8)inquirenti e sono tessute da una vedova nera che si chiama omertà.

Sono moltissimi i lati oscuri dell’omicidio Morganti. Quella notte nella defilata piazza Regina Margherita, fuori dal Mirò, piccolo locale disco Bar ricavato probabilmente da anguste cantine, non c’erano quattro gatti intenti a gironzolare nel buio. I presenti non erano così pochi le dichiarazioni rilasciate sembrerebbero un po’ troppo divergenti agli inquirenti; che qualcuno menta? A pensar male si fa peccato, images (7)però talvolta s’indovina. Ancora non è chiara la scintilla della rissa e il successivo linciaggio spietato che ne è seguito. Qualcuno ha paventato un’ipotetica “lezione”, ma trucidare un ragazzo incensurato e per bene, dovrebbe essere causato da chissà che enorme “sgarro” tipico della malavita.

Ambiguo è anche il ruolo del buttafuori albanese, il quale, invece di allontanare il Domenico Paniccia, come ha potuto compiere un tale images (9)errore di persona così grossolano cacciando il Morganti? Era forse qualcosa di preordinato e già ordito?

Faccio presente che non siamo al Coccoricò di Riccione, ma in un localino piccolo come il salotto di mia nonna! Intanto da quella fin troppo oscura notte, Pjetri Xhemal, il butta fuori appunto, sembrerebbe volatilizzatosi nel nulla, ha forse qualcosa da nascondere?

Non è affatto credibile che una scaramuccia banale abbia scatenato un pestaggio attuato con una crudeltà così efferata e non basterebbe nemmeno la partecipazione di alcol e droga a un evento che somiglia quasi a una esecuzione per giustificarla. Inoltre, fatto non trascurabile, dopo l’esecuzione barbara, qualcuno, pare una ragazza, avrebbe addirittura sputato sul ragazzo morente. Chi compie un atto simile certamente ha il pelo sullo stomaco e molto sangue freddo. Si tratta di un atto di spregio estremo, eseguito sempre da chi nutre un rancore elevatissimo e probabilmente sarebbe stato compiuto da una donna. I bene informati dicono che nella vicenda, in un modo ancora da chiarire, sarebbe coinvolta pure una ragazza di origini albanesi, per la quale ci sarebbe stata una lite pregressa, fatto non trascurabile.

Sembra che i filmati siano al vaglio degli inquirenti, ma saranno stati utili? Era notte e nella piazzetta ci sono alberi dalle folte chiome e questo non è rassicurante.

http-i.huffpost.comgen5202996imagesn-EMANUELE-MORGANTI-628x314Di fatto molti sono fuggiti, molti altri hanno cercato di evitare di collaborare con la giustizia, per paura, per non avere grane e forse anche per una mancanza di senso civico.

Intanto un altro fatto grave e inconfutabile è che la frattura già esistente e le vecchie ruggini e i rancori esistenti da tempo immemorabile tra il paese di Alatri e la località di Tecchiena, di fatto si sono allargate ancora di più. Emanuele è stato ucciso ad Alatri, ma la sua salma non è stata tumulata nel cimitero locale del paese in cui di fatto aveva la residenza. Sembra che sia stato posto nella tomba di famiglia della madre che si trova invece a Frosinone. Probabilmente sarebbe stato troppo crudele per familiari, portare un fiore nel paese dove il figlio ha trovato la morte.

images (5)La stampa locale e gli autoctoni hanno un po’ troppo velocemente assolto la comunità alatrense, riguardo al clima paesano pesante che si respira, che naturalmente non ha nulla a che fare con l’omicidio. Tuttavia, per esperienza personale posso dire che i locali non amano affatto amalgamarsi con chi viene da fuori, anche se si parla di una manciata di chilometri, tendono a fare quadrato e a essere anche ostili verso l’estraneo. Un giorno una persona locale mi disse: “ a noi delle leggi italiane non interessa, a noi interessa Alatri”.

Ecco, io credo che il campanilismo quando è eccessivo, e claustrofobico, dovrebbe lasciare un po’ spazio alla collaborazione, all’inclusione, all’apertura e strappare ogni più piccola traccia di omertà e oscurantismo culturale, l’unico modo per uscire fuori dalle sabbie mobili che ora mi pare di vedere.

Simona Aiuti

24
Mar
17

Leoni da tastiera #hater

1429042623553

Simona Aiuti

Il mondo virtuale a volte è eccessivamente fluido e scivoloso. Internet e ora anche darknet possono celare molti pericoli, come i famigerati heters che nascondendosi dietro un monitor e una tastiera, con dei fake o dei nick name fasulli, perseguitano e insultano sistematicamente personaggi noti e non.

In gergo virtuale nel web  si chiamano “haters”, ma nella cara vecchia lingua italiana possiamo chiamarli semplicemente “Leoni da tastiera”, gli stessi che impazzano sui social, spesso in gruppi Facebook chiusi all’interno dei quali vomitano le più incredibili nefandezze, per lo più contro le donne, con un linguaggio a dir poco sessista.

Si tratta di persone insospettabili, che sentendosi erroneamenteimages (5) protette dalla mediazione della rete internet, si scatenano soprattutto sui social appunto, e non solo, e lo fanno verso personaggi più o meno noti, ma anche verso ragazze comuni. Questi folli arrivano ad insultare e a offendere con un turpiloquio tale che bisognerebbe lavargli la bocca con il sapone, eppure questi leoni che si nascondono talvolta dietro un anonimato fasullo, se beccati, se tanati e messi davanti al fatto compiuto, diventano agnellini piagnucolosi. E non si creda che le ragazze siano delle educande, poiché esistono moltissime leonesse da tastiera che sproloquiano insulti a non finire, convinte, anche loro, di essere in un mondo parallelo.

Si tratta di situazioni che, ultimamente si stanno ripetendo sempre più di frequente e che in alcune occasioni come nel caso di Tiziana Cantone hanno avuto risvolti drammatici.

Talvolta, dopo aver indagato e recuperato i numeri di telefono di alcuni molestatori, se vengono chiamati e intercettati per essere messi davanti al fatto compiuto, finiscono in un calderone di ridicolo.

Dopo un attimo di smarrimento i personaggi chiamati trovano le scuse più disparate, balbettano e non sanno cosa dire, trasformandosi da leoni virtuali in pecorelle nella realtà. Chiedono scusa piangendo, oppure dicono che qualcuno ha piratato i loro account. Insomma si sciolgono come neve al sole.

Sia ben chiaro però, che le denunce sono degli orpelli e dei gadget, poiché quando si insulta e si minaccia, ci si deve anche assumere la responsabilità delle proprie azioni. Purtroppo chi gestisce i social collabora poco, e la giustizia, partendo dalla polizia postale, fatica a trovare il bandolo della matassa, tuttavia è sempre bene segnalare e denunciare, poiché sei tratta di minacce, insulti e persecuzioni internet.

Simona Aiuti

08
Mar
17

Donne all’assalto, donne in carriera

IMG_20170128_161204

Simona Aiuti

Si festeggia l’8 marzo, ma con quali presupposti? Feste scalmanate, tipe wanna be che si smutandano in discoteche in cui si svolgono feste a tema, in cui giovanotti muscolosi si denudano pure l’oro e basta solo pagare l’obolo. E intanto in Italia le donne non se la passano affatto bene. Il gentil sesso, sarà perché è troppo gentile, deve fare i salti mortali per sopravvivere, visti i femminicidi, ed è una grazia se trova un lavoro decente e riprodursi poi è un vero miracolo.

Qualcuno a ragion veduta potrebbe chiedesi: “ma che avranno le donne italiane da festeggiare?” E come dargli torto?!

Nel Bel Paese le donne non attraversano un grande periodo di vacche 78cbc67886140febcd12f0c6f60f0f5fgrasse, e sarà per la crisi che proprio non ci vuole lasciare, sarà per una congiunzione economico/culturale che tende a cadere in picchiata, insomma le donne stanno arrancando e il problema vero è che moltissime non ne hanno una vera consapevolezza.

La famosa “sorellanza” è ancora molto lontana dal realizzarsi, quindi, se noi stesse non ci amiamo, non facciamo gruppo, non ci spalleggiamo e passiamo il tempo a litigarci un fidanzato, come cagne che si litigano un osso, che speranza abbiamo che gli uomini ci prendano sul serio.

L’otto marzo giriamo come oche giulive brandendo mazzolini di mimose come se fossero una bacchetta magica della fata madrina con l’espressione più beota che si possa immaginare, tra l’astigmatico e il rincitrullito e intanto nei posti di potere di donne ce ne sono ben 81d8297e68e7c189699bc92d9bab7e34.jpgpoche, ma che importa?! Intanto ci facciamo tremila selfie e sembra che la vita sia tutta lì.

Le ragazze italiane sembrano occupate per lo più a mettersi il gel sulle unghie, a piastrarsi i capelli e a mettere insieme i soldi per un intervento di chirurgia estetica, e intanto il mondo va da un’altra parte.

La politica non si occupa delle donne che di fatto non stanno facendo più figli, a parte le donne straniere che spesso, nulla tenenti, vengono qui a partorire e ci passano davanti in lista per gli asili nido e tutta l’assistenza medica è gratis. Le ragazze italiane spesso vanno all’estero per costruirsi una professione, figuriamoci se riescono a ipotizzare di mettere su famiglia e intanto la politica sta a guardare.0c4f1e062ef0a89c0e726f5035f2824d

Addirittura sembra che la vita stessa delle donne italiane non valga niente, altrimenti non si spiega il fatto che chi uccide una donna, in questo paese se riconosciuti colpevoli, possono essere condannati anche solo a sedici anni di reclusione. Vale così poco la nostra vita? E con questi presupposti come possiamo credere ancora nella giustizia?

Simona Aiuti

 

17
Gen
17

#femminicidio nemmeno le star sono al riparo dalla violenza

1359638713070.jpg--.jpg

rihanna

È sconcertante rilevare quante donne ancora non denuncino violenze e abusi alle autorità competenti. Vittime di ogni genere d’estrazione sociale e condizione economica, donne colte, note e anche donne meno istruite che non sporgono denuncia cercando di difendesi dai loro aguzzini, perché vengono inghiottite nel vortice buio della disperazione e della dipendenza psicologica.

 

I motivi di questa reticenza per molte donne sono legati alla vergogna e

download-1

Madonna

all’imbarazzo e forse ancora di più a una cultura atavica che è ancora radicata che avalla le botte e gli schiaffi. Alla domanda su quale tipo di aiuto le donne considererebbero più utile, al primo posto c’è una figura di ascolto e supporto, seguita da forme di protezione e, infine, di aiuto pratico, iter che oggi manca quasi del tutto, se non legato in parte a volontari non statali.

Alcune si ribellano, ma poi vengono perseguitate e il legislatore latita,

download-2

Marie Trintignant

poiché non è stato ancora in grado di mettere in atto strumenti che possano tutelare chi riesce a denunciare.

Purtroppo subire una violenza significa spesso fare i conti con conseguenze psicologiche di lungo periodo. Perdita di autostima, aumento del senso d’insicurezza, vulnerabilità e fenomeni di origine ansiosa sono solo alcuni degli effetti che le persecuzioni e la violenza hanno sulle vittime e anche sui figli naturalmente. Addirittura alcuni condannano certe donne che vogliono lasciare il marito violento, accusandole di voler sfasciare una famiglia.

Donne indigenti e senza strumenti culturali e donne molto ricche, non

download-3

Veronica De ALurentiis

dimentichiamo che anche Madonna tempo fa confessò d’avere subito molte violenze domestiche dall’ex marito Sean Penn.

madonna-domestic-violence-alexsandro-palombo-2015-billboard-embedSul fronte personale le ragioni più frequenti del silenzio sono lo scoraggiamento di fronte alla violenza subita e il senso d’impotenza e di solitudine. Al silenzio contribuisce anche la vergogna di essere messi al pubblico ludibrio, sia per quello sia si è vissuto, e che a volte si nasconde per molti anni, sia per l’idea di dover raccontare tutto e rivivere le corse al pronto soccorso, le fratture e i punti di sutura che scioccamente si crede di poter celare.

images (6).jpg

Carre Otis

Una delle spiegazioni suggerite per comprendere la difficoltà delle donne alla denuncia del maltrattamento è quella che vede la figura femminile maltrattata soffrire di una vera e propria sindrome: la Sindrome della Donna Maltrattata. In particolare, il primo stadio di questa sindrome sarebbe rappresentato dalla negazione. Le donne negherebbero agli altri, e prima ancora a loro stesse, di essere vittime di violenza, giustificando il comportamento del partner con delle scuse.

Molte donne abusate lo sono state anche da bambine, e hanno così

miley-cyrus-domestic-violence-alexsandro-palombo-2015-billboard-embed

Miley Cyrus

interiorizzato ed elaborato l’idea che quello sia il giusto modo d’avere un rapporto di coppia che si tengono le botte per molti anni. Quindi la donna continua a subire maltrattamenti, senza capire che prima o poi potrebbe arrivate il pugno decisivo e fatale, o un colpo con un fendente.

Tante cercano di scappare, ma nulla possono davanti alle persecuzioni, ma per i motivi su detti non riescono a difendersi da sole e senza strumenti, e quindi vediamo aggressioni con acidi e altri liquidi infiammabili e tante, troppe non sopravvivono, lasciando spesso degli orfani e famiglie distrutte.

Simona Aiuti

15
Gen
17

#Femminicidio #donneacidificate delitto di identità

 

download-1Una dopo l’altra, da nord a sud, le aggressioni con l’acido non conoscono una delimitazione geografica o una classe sociale, poiché purtroppo sono trasversali.

Forse però sono più difficili da estirpare tra donne che appartengono a strati sociali con bassi livelli culturali, che tendono ad accettare quel tipo di rapporto, ovvero un legame fatto di anche di botte e violenza, quindi donne nemiche di loro stesse.

I tg snocciolano ogni giorno oltre allo stillicidio del femminicidio, anche l’acidificazione di moltissime donne e ciò accade per molteplicidownload motivi.

Questi atti cancellano e ahimè sciolgono letteralmente i tratti di una persona, cambiandola per sempre attraverso un processo dolorosissimo e irreversibile. Ci sono tanti motivi per cui l’acido è uno dei peggiori crimini contro l’umanità esistenti al mondo, ma in alcuni paesi si sta correndo ai ripari, almeno in parte.

images-6L’acido è un’arma invisibile, silenziosa, che costa pochissimo e che si può trasportare in una semplice bottiglia d’acqua, per poi lanciarla addosso a una potenziale vittima prendendola di sorpresa e ciò che è peggio, cercando di colpirla in viso e quindi anche negli occhi, con conseguenze devastanti.

La donna impiega sempre qualche secondo a realizzare che quella che ha addosso non è acqua comune, bensì il più delle volte, acido solforico. In pochi secondi la sostanza genera una sensazione di bruciore che diventa violentissima e intollerabile. La corrosione fa images-5sciogliere pelle, le terminazioni nervose e perfino le ossa.

Se la parte colpita smette di fare male è perché i nervi sono stati già bruciati e accade velocemente.

Si può anche morire di soffocamento per l’inalazione dei gas, si può morire per le infezioni successive e l’acido può perfino raggiungere gli organi divorandoli.

Questo tipo di attacco verso le donne non avviene solo in Italia, bensì anche in molti paesi africani, sudamericani ma anche negli Stati Uniti. I paesi con la maggiore incidenza di attacchi con acido sono però Bangladesh, India e Cambogia, dove è come se le donne usate come merce di scambio, venissero sistematicamente punite se si permettonoimages-8 di dire “no”.

Il maschilismo ancora granitico che si nutre delle stesse donne nemiche di altre donne, impera ed è duro a morire. La falsa convinzione d’essere superiori e di poter quindi punire la “donna”, del suo ribellarsi ad una società patriarcale, unito alla relativa semplicità di procurarsi acidi corrosivi grazie alla massiccia presenza dell’industria tessile che ne fa largo uso, crea il terreno perfetto per la tragedia.

Spesso ad essere attaccate sono donne che rifiutano un matrimonio. Gli aggressori agiscono per offendere quello che secondo la società è il tratto più importante per una donna, ovvero la bellezza, e di images-9conseguenza la sua capacità di contrarre un buon matrimonio grazie ad essa.

In Bangladesh però, introducendo una legge che limita l’accesso a sostanze nocive a compratori industriali e commerciali con licenza, gli attacchi si sono sensibilmente ridotti dal 15% al 20% all’anno ed è un inizio. In Italia non si è preso alcun provvedimento al riguardo e chiunque può entrare in qualunque supermercato e comprare dell’acido per aggredire un’ex compagna e questo nonostante gli attacchi siano sempre più numerosi.

Limitare la possibilità d’accedere a sostanze simili sarebbe un inizio, anche se c’è molto da fare a livello educativo, cominciando dalle agenzie educative preposte come la scuola, per non parlare poi dell’inasprimento delle pene, cui il legislatore non ha messo ancora mano.

Infine è importante sviluppare un’alleanza tra donne e uomini, sì perché ogni volta che una donna è riuscita a raggiungere una vetta, l’ha fatto anche grazie all’appoggio dell’uomo onesto, lungimirante ed equilibrato, poiché se una battaglia è giusta, non va combattuta solo dalle donne, ma da tutti!

Simona Aiuti

03
Gen
17

Le donne amano essere single

1429042623553.jpg

simona aiuti blogger/giornalista

Ma siamo davvero sicuri che una ragazza o comunque una donna sia sempre in cerca dell’anima gemella? Già perché le attuali tendenze sembrano dire il contrario.

La singletudine di molte ragazze e donne in questi primi anni del nuovo millennio non sono affatto criptiche, anzi sono sotto gli occhi di tutti e tante fanno a meno del “fidanzato”.

Alcune fanciulle credono di essere single perché non hanno occasione di conoscere dei ragazzi nuovi, forse però non è tanto vero, vista la quantità di social e la facilità con cui si entra in contatto con nuove persone.

In realtà moltissime care ragazze non hanno molta voglia d’impegnarsi download (1).jpgcon un ragazzo in particolare. Sono single da un punto di vista tecnico, ma se vedessimo la loro agenda!

Tantissime dicono di essere estremamente deluse dagli uomini, forse però le aspettative sono davvero troppo alte.

downloadLe venusiane sono single perché sono così impegnate con il lavoro, lo sport, le amiche, che un uomo nella loro vita sarebbe solo causa di stress e problemi. A volte meglio sole e questo ci avvicina alla realtà.

Diciamocelo pure, a qualsiasi uomo troviamo centomila difetti potenzialmente distruttivi per il nostro equilibrio personale, come se noi fossimo angeli senza pecche con chissà che equilibrio mentale che rischia d’andare in crisi!

Forse stiamo semplicemente, generazione, dopo generazione, images-2imparando a fare a meno degli uomini, oppure a frequentarli il minimo sindacale, quel tanto che basta, magari per fare le mamme single. Un modo soft per non dire in modo crudo che li usiamo per la riproduzione. Forse invece dovremmo guardare a un ragazzo più tranquillo rispetto al classico “bello maledetto” che sembra garantisca sesso da favola, divertimento e portafoglio senza fondo e sicuri disastri. Ma poi siamo sicure che si images-7debba cercare sempre e solo l’altra metà della mela?

Preferiamo stare da sole piuttosto che impegnarci con la persona sbagliata e perdere magari l’occasione di incontrare quella giusta, ma nel frattempo guidiamo treni, camion, cambiamo gomme, e stasiamo il sifone, quindi a che serve un uomo?

Siamo sicure poi che tante di noi credano ancora al principe azzurro?

La verità è che essere single, respirare la libertà ci piace. Essere images-6indipendenti, andare in vacanza da sole o con le amiche ci aggrada e gratifica da morire, e concederci un fidanzato a tempo comincia ad essere una grande tendenza ed è questa la verità, o se vi piace il mutare dei tempi.

Siamo anche single perché non abbiamo mai abbandonato l’idea di competere con le altre donne, ci rubiamo l’osso l’una con l’altra e non se ne esce, ecco questo sì che ci riporta all’età della pietra.

images-1Tanto per essere originale ” meglio sola che mal accompagnata!!!”

Intanto però, numerosi studi sembrano dimostrare che l’uomo intelligente preferisca frequentare una donna meno intelligente di lui, quindi molte donne in gamba e intelligenti restano single. È una questione confermata dai risultati di tali ricerche ma che può essere facilmente dedotta dall’esperienza empirica. La conseguenza più immediata è che le ragazze brillanti hanno più difficoltà a trovare un partner rispetto a quelle meno brillanti ed essendo sole, si arrangiano e sembrano farlo piuttosto bene.

Il fenomeno è riconducibile ad una sorta di “economia della conoscenza”, ovvero una tendenza da parte delle donne menoimages-5 intelligenti a cercare una stabilità economica con un uomo di successo. Parallelamente le donne dotate di materia grigia non sarebbero disposte come le altre a dedicare la maggior parte del proprio tempo a supportare il compagno, in quanto ugualmente ambiziose e capaci.

Le donne intelligenti non vogliono imbrigliarsi, relegarsi tra pappe e pannolini, restringere il campo vitale e rinunciare semplicemente a qualcosa che gli uomini hanno sempre avuto, ovvero la libertà.

Redazione online




giugno: 2017
L M M G V S D
« Mag    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930