Archive for the 'cronaca/costume' Category

04
Apr
17

Omicidio #EmanueleMorganti e i lati oscuri di #Alatri

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simona Aiuti, giornalista, blogger, scrittrice

Emanuele Morganti è stato picchiato prima all’interno. Perché credevano stesse importunando la barista, e l’hanno trascinato in un angolo. Poi scortato da quattro persone fuori con la maglietta strappata, il sangue vicino la bocca e lui agitato che diceva: Ma non sono io ad aver dato fastidio. Non sono io. Perché mi cacciate? Poi il linciaggio e la sua tragica fine.

 In queste ore si aggiunge un ottavo indagato nell’inchiesta di Alatri per l’omicidio di Emanuele Morganti, avvenuto dopo un brutale pestaggio fuori da una discoteca la scorsa settimana. Nel registro degli inquirenti è finito un uomo che sarebbe stato presente al momento dell’aggressione del ventenne.

Dalla scorsa settimana si trovano in carcere i due principali
accusati della morte di Morganti, i fratellastri Mario Castagnacci e Paolo Palmisani,
accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, già perché incredibilmente un movente non c’è e forse non salterà mai fuori. Tra gli altri indagati ci sono i quattro buttafuori del locale in cui sarebbe cominciata la discussione tra Morganti e i images (6)suoi aggressori, oltre che il padre di Castagnacci; tutti indagati per rissa.

Oggi la verità sembra piuttosto lontana, e le ragnatele viscide che avvolgono e che soffocano l’intera vicenda, offuscano il lavoro degli images (8)inquirenti e sono tessute da una vedova nera che si chiama omertà.

Sono moltissimi i lati oscuri dell’omicidio Morganti. Quella notte nella defilata piazza Regina Margherita, fuori dal Mirò, piccolo locale disco Bar ricavato probabilmente da anguste cantine, non c’erano quattro gatti intenti a gironzolare nel buio. I presenti non erano così pochi le dichiarazioni rilasciate sembrerebbero un po’ troppo divergenti agli inquirenti; che qualcuno menta? A pensar male si fa peccato, images (7)però talvolta s’indovina. Ancora non è chiara la scintilla della rissa e il successivo linciaggio spietato che ne è seguito. Qualcuno ha paventato un’ipotetica “lezione”, ma trucidare un ragazzo incensurato e per bene, dovrebbe essere causato da chissà che enorme “sgarro” tipico della malavita.

Ambiguo è anche il ruolo del buttafuori albanese, il quale, invece di allontanare il Domenico Paniccia, come ha potuto compiere un tale images (9)errore di persona così grossolano cacciando il Morganti? Era forse qualcosa di preordinato e già ordito?

Faccio presente che non siamo al Coccoricò di Riccione, ma in un localino piccolo come il salotto di mia nonna! Intanto da quella fin troppo oscura notte, Pjetri Xhemal, il butta fuori appunto, sembrerebbe volatilizzatosi nel nulla, ha forse qualcosa da nascondere?

Non è affatto credibile che una scaramuccia banale abbia scatenato un pestaggio attuato con una crudeltà così efferata e non basterebbe nemmeno la partecipazione di alcol e droga a un evento che somiglia quasi a una esecuzione per giustificarla. Inoltre, fatto non trascurabile, dopo l’esecuzione barbara, qualcuno, pare una ragazza, avrebbe addirittura sputato sul ragazzo morente. Chi compie un atto simile certamente ha il pelo sullo stomaco e molto sangue freddo. Si tratta di un atto di spregio estremo, eseguito sempre da chi nutre un rancore elevatissimo e probabilmente sarebbe stato compiuto da una donna. I bene informati dicono che nella vicenda, in un modo ancora da chiarire, sarebbe coinvolta pure una ragazza di origini albanesi, per la quale ci sarebbe stata una lite pregressa, fatto non trascurabile.

Sembra che i filmati siano al vaglio degli inquirenti, ma saranno stati utili? Era notte e nella piazzetta ci sono alberi dalle folte chiome e questo non è rassicurante.

http-i.huffpost.comgen5202996imagesn-EMANUELE-MORGANTI-628x314Di fatto molti sono fuggiti, molti altri hanno cercato di evitare di collaborare con la giustizia, per paura, per non avere grane e forse anche per una mancanza di senso civico.

Intanto un altro fatto grave e inconfutabile è che la frattura già esistente e le vecchie ruggini e i rancori esistenti da tempo immemorabile tra il paese di Alatri e la località di Tecchiena, di fatto si sono allargate ancora di più. Emanuele è stato ucciso ad Alatri, ma la sua salma non è stata tumulata nel cimitero locale del paese in cui di fatto aveva la residenza. Sembra che sia stato posto nella tomba di famiglia della madre che si trova invece a Frosinone. Probabilmente sarebbe stato troppo crudele per familiari, portare un fiore nel paese dove il figlio ha trovato la morte.

images (5)La stampa locale e gli autoctoni hanno un po’ troppo velocemente assolto la comunità alatrense, riguardo al clima paesano pesante che si respira, che naturalmente non ha nulla a che fare con l’omicidio. Tuttavia, per esperienza personale posso dire che i locali non amano affatto amalgamarsi con chi viene da fuori, anche se si parla di una manciata di chilometri, tendono a fare quadrato e a essere anche ostili verso l’estraneo. Un giorno una persona locale mi disse: “ a noi delle leggi italiane non interessa, a noi interessa Alatri”.

Ecco, io credo che il campanilismo quando è eccessivo, e claustrofobico, dovrebbe lasciare un po’ spazio alla collaborazione, all’inclusione, all’apertura e strappare ogni più piccola traccia di omertà e oscurantismo culturale, l’unico modo per uscire fuori dalle sabbie mobili che ora mi pare di vedere.

Simona Aiuti

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15
Gen
17

#Femminicidio #donneacidificate delitto di identità

 

download-1Una dopo l’altra, da nord a sud, le aggressioni con l’acido non conoscono una delimitazione geografica o una classe sociale, poiché purtroppo sono trasversali.

Forse però sono più difficili da estirpare tra donne che appartengono a strati sociali con bassi livelli culturali, che tendono ad accettare quel tipo di rapporto, ovvero un legame fatto di anche di botte e violenza, quindi donne nemiche di loro stesse.

I tg snocciolano ogni giorno oltre allo stillicidio del femminicidio, anche l’acidificazione di moltissime donne e ciò accade per molteplicidownload motivi.

Questi atti cancellano e ahimè sciolgono letteralmente i tratti di una persona, cambiandola per sempre attraverso un processo dolorosissimo e irreversibile. Ci sono tanti motivi per cui l’acido è uno dei peggiori crimini contro l’umanità esistenti al mondo, ma in alcuni paesi si sta correndo ai ripari, almeno in parte.

images-6L’acido è un’arma invisibile, silenziosa, che costa pochissimo e che si può trasportare in una semplice bottiglia d’acqua, per poi lanciarla addosso a una potenziale vittima prendendola di sorpresa e ciò che è peggio, cercando di colpirla in viso e quindi anche negli occhi, con conseguenze devastanti.

La donna impiega sempre qualche secondo a realizzare che quella che ha addosso non è acqua comune, bensì il più delle volte, acido solforico. In pochi secondi la sostanza genera una sensazione di bruciore che diventa violentissima e intollerabile. La corrosione fa images-5sciogliere pelle, le terminazioni nervose e perfino le ossa.

Se la parte colpita smette di fare male è perché i nervi sono stati già bruciati e accade velocemente.

Si può anche morire di soffocamento per l’inalazione dei gas, si può morire per le infezioni successive e l’acido può perfino raggiungere gli organi divorandoli.

Questo tipo di attacco verso le donne non avviene solo in Italia, bensì anche in molti paesi africani, sudamericani ma anche negli Stati Uniti. I paesi con la maggiore incidenza di attacchi con acido sono però Bangladesh, India e Cambogia, dove è come se le donne usate come merce di scambio, venissero sistematicamente punite se si permettonoimages-8 di dire “no”.

Il maschilismo ancora granitico che si nutre delle stesse donne nemiche di altre donne, impera ed è duro a morire. La falsa convinzione d’essere superiori e di poter quindi punire la “donna”, del suo ribellarsi ad una società patriarcale, unito alla relativa semplicità di procurarsi acidi corrosivi grazie alla massiccia presenza dell’industria tessile che ne fa largo uso, crea il terreno perfetto per la tragedia.

Spesso ad essere attaccate sono donne che rifiutano un matrimonio. Gli aggressori agiscono per offendere quello che secondo la società è il tratto più importante per una donna, ovvero la bellezza, e di images-9conseguenza la sua capacità di contrarre un buon matrimonio grazie ad essa.

In Bangladesh però, introducendo una legge che limita l’accesso a sostanze nocive a compratori industriali e commerciali con licenza, gli attacchi si sono sensibilmente ridotti dal 15% al 20% all’anno ed è un inizio. In Italia non si è preso alcun provvedimento al riguardo e chiunque può entrare in qualunque supermercato e comprare dell’acido per aggredire un’ex compagna e questo nonostante gli attacchi siano sempre più numerosi.

Limitare la possibilità d’accedere a sostanze simili sarebbe un inizio, anche se c’è molto da fare a livello educativo, cominciando dalle agenzie educative preposte come la scuola, per non parlare poi dell’inasprimento delle pene, cui il legislatore non ha messo ancora mano.

Infine è importante sviluppare un’alleanza tra donne e uomini, sì perché ogni volta che una donna è riuscita a raggiungere una vetta, l’ha fatto anche grazie all’appoggio dell’uomo onesto, lungimirante ed equilibrato, poiché se una battaglia è giusta, non va combattuta solo dalle donne, ma da tutti!

Simona Aiuti

12
Ott
16

Fabrizio Corona ci ricasca!

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simona aiuti

La notizia del momento è l’arresto di #FabrizioCorona su richiesta del Pm Paolo Storari. Quindi tanto tuonò che alla fine piovve, eccome! Facendo un piccolo passo indietro, non possiamo non ricordare la pletora di dame di San Vincenzo, samaritani e penitenti vari che negli anni hanno perorato la causa del buon Fabrizio, cercando di farlo uscire dal carcere, dove, secondo molti, era recluso in modo “scandaloso” e chissà se la pensano ancora così.

Alla fine le porte del carcere si aprirono come le acque del mar Rosso e il galeotto uscì provato e sconvolto e secondo gli intimi, anche del tutto pentito e cambiato.

Sarò generosa ed eviterò la lunga lista di reati, alcuni dei quali ignobili,download-3 che sommandosi gli avevano appioppato una pena abbastanza alta, forse equa, ma è certo che il solo perorare la causa del Corona, fu urticante.

Tuttavia, una volta uscito e affidato alle amorevoli cure della comunità di Don Mazzi, il caro imprenditore spregiudicato, ex galeotto non ha fatto altro che riprendere lo stile di vita precedente, con frequentazioni del tutto simili al passato, e direi riuscendo a compiere reati assimilabili a un paio di quelli che l’avevano portato dietro le sbarre.

Corona ha ripeso a farsi pagare le sue ospitate pagate in nero presso le più importanti discoteche d’Italia e non si è mai fatto problemi di orari, scorrazzando in lungo e in largo per il paese. Di serate simili il Vip neimages-2 ha tenute tantissime, tornando di fatto sotto la luce abbagliante e ubriacante dei riflettori, inoltre la sua storia con Silvia Provvedi, la mora del duo Donatella, munita di tette nuove, vincitrici della scorsa edizione dell’Isola dei Famosi ha fatto il resto.

Di solito il costo dell’ospitata del buon Fabrizio, che ha fatto in tempo a rifarsi blefaroplastica e dentiera, era intorno ai
7000 euro, di cui la prima tranche veniva pagata subito. Il giorno stesso dell’ospitata alla collaboratrice tatuata del divo, arrestata pure lei, veniva data la parte restante (3500 euro) però veniva strappato il contratto dapprima firmato, per poterne fare un altro con scritta la cifra di 3500 euro. Il resto quindi era a nero, non registrato alla faccia di images-9Equitalia.

Le forze dell’ordine messe in allarme da troppi indizi, compresa una vacanza a Capri con foto su un’imbarcazione faraonica, alla fine hanno messo alcuni telefoni sotto controllo, scoprendo che taluni ladri, evidentemente bene informati, si erano introdotti in casa della segretaria tuttofare del vippone, e avevano preso a picconate le pareti dell’appartamento, neanche fossero stati i sette nani alla ricerca delle pepite.

Orbene, ciò che la banda del buco non è riuscita a scovare o a scavare, è stato invece trovato dalla polizia, che in un controsoffitto ha fatto saltare fuori circa un milione e settecento mila euro mai dichiarati, ma sufficienti per far tornare il divo tra le braccia delle patrie galere.


L’accusa è quella di intestazione fittizia di beni in relazione a un imagesmilione e 760 mila euro scoperti appunto presso l’abitazione della solerte segretaria Francesca Persi, finita in manette per concorso nel reato. Quelle banconote fruscianti nascoste nel sottotetto provenivano dalle serate che il Vip aveva effettuato durante l’estate, i cui proventi dati in nero non erano e non sarebbero mai stati legalmente registrati.

L’unica buona notizia in tutta questa vicenda è che si è liberato un posto da Don Mazzi, che speriamo venga presto occupato da un volenteroso che ha abbia davvero intenzione di uscire da una dipendenza, qualunque essa sia. La storia continua e anche le indagini, poiché gli inquirenti sembra siano sulle tracce di un conto austriaco del Corona.

Simona Aiuti

11
Ott
16

Bettarini/Russo Vs Ventura querela e il #trash continua!

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simona aiuti

Il caso “Bettarini/Russo” è diventato un tormentone alquanto squallido che ha svelato e messo alla berlina il peggio del paradigma cafonal di questo paese. Il livello culturale medio dei concorrenti è palesemente basso, l’eloquio povero e i risultati pur essendo scontati, suscitano solo mestizia.

Dopo la richiesta del ministro della Giustizia Orlando al Dipartimentodownload (2).jpg dell’Amministrazione Penitenziaria di valutare i recenti comportamenti del dipendente Clemente Russo, atleta in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, sono tremati i muri, eppure un’ispezione è davvero lecita.

Ilary Blasy, sempre più magra, e sempre più bionda, e qui Donatella Versace docet; tenta di condurre, senza piglio e senza personalità, ma sfoderando la sua proverbiale freddezza, un “GF” che si rivela comedownload (1).jpg una delle pagine più trash della storia della TV.

L’ex marito di Simona Ventura, forse annoiato e forse triste, ma non si capisce il perché, si è messo a elencare il suo album di figurine di conquiste femminili, forse per impressionare il recente amico pugile.

Bettarini si presenta del tutto depilato, abbronzato come una bruschetta con il piglio del tronista in gita di piacere a Torvajanica, e conferma il detto che a lavare la testa al somaro, ci si rimette l’acqua e il sapone.

Evocata un po’ troppe volte e senza motivo alcuno, Simona Ventura, images-6donna bella, intelligente, capace, preparata, ricca e determinata, a suo tempo lasciò il marito, mediocre calciatore in disarmo per i ripetuti tradimenti, ma evitò qualunque guerra legale, qualunque polemica e cercò di costruire con l’”uomo”, ma sì dai definiamolo così, un rapporto civile per il bene dei figli. All’epoca la donna di spettacolo stette molto male, con febbre altissima in estate, e dimagrì in modo incredibile, eppure non disse mai nulla contro Bettarini. Negli anni poi i vari tentativi di conciliazione per tutelare i figli sembra che non abbiano avuto molto successo e ora lei si trova costretta a sporgere querela.

Bettarini racconta di essersi accoppiato con una serie infinita di stelline della televisione, tutte mezze calzette a dire il vero, e lo fa conimages (5).jpg uno stile che farebbe rabbrividire anche “Uguccione”.

Russo replica dando della poco di buono alla Ventura, che secondo Bettarini, lo avrebbe tradito povero cocco, e dice che una così andrebbe lasciata morta nel letto. Siamo nel 2016 e anche se Russo non farebbe mai una cosa simile, si tratta comunque di un linguaggio sessista, pericoloso, violento che se incastonato in una dimensione culturale a rischio, potrebbe provocare emulazione. Considerando poi l’autentica strage quotidiana di donne, anche madri di famiglia che vengono uccise come in una mattanza inarrestabile, direi che la lingua dovrebbe essere frenata.

Bettarini dovrebbe ricordare che la Ventura è la madre dei suoi figli,images-7 una donna che l’ha amato, sostenuto e che Dio la perdoni, anche aiutato. Hanno tentato di far passare il concetto che si era creato un clima da palestra, quindi negli spogliatoi si considerano le donne, le madri e le mogli delle poco di buono e se uno dice che si potrebbe farne fuori una non è grave?

Alla fine Mediaset ha cacciato Russo, e ha dato un buffetto all’ex calciatore, ha un senso? Direi di no. Spero davvero che la Ventura riesca ad ottenere in tribunale talmente tanti soldi di risarcimento da tutti e due da ridurli in tanga leopardato e tacchi per alzare qualche soldo.

Al culmine dell’autorevolezza, tipo Disney Channel, La Blasi dice di dissociasi da quelle becere chiacchiere, a ecco, mancava pure che si associasse e davvero non era necessario tentare di avere un piglio laconico non è credibile.

E intanto la Ventura che viene accusata d’aver concupito Giorgio Gori, images (8).jpgcosa a cui non crederei nemmeno se mi ritrovassi la scena davanti agli occhi, e i suoi figli stanno finendo nel frullatore mediatico e ci finiscono da innocenti.

Dunque, tornando al livello culturale bassino, è evidente che Bettarini una qualche difficoltà a mettere assieme un discorso di senso compiuto ce l’ha e per questo avrebbero dovuto fermarlo, ma solo per carità cristiana. E’ anche evidente che La Ventura, libera e indipendente, e senza appoggi di alcun genere, non è stata minimamente tutelata o difesa come donna e come madre.

A pensar male si fa peccato però ci s’indovina ed è certo come la luce del sole che se Bettarini avesse detto cose simili su Marina Berlusconi o CuEnL8gW8AASvyv.jpgMaria De Filippi, sarebbe venuto giù il teatro e ora il caro Stefano starebbe nella cacca. Ciliegina sulla torta, durante il finto processo è stata inquadrata spesso la Mosetti con espressione vitrea e non perche non ne abbia un’altra, mi spiego?

Insomma, direi che in questa edizione sono stati messi insieme dei soggetti che spero non rappresentino l’Italia, ma sono di certamente alfieri di una parte di questo paese di cui io non vado per niente fiera.

Simona Aiuti

22
Set
16

Scansatevi francesi, noi usiamo il bidet!

0417Partiamo dall’inizio. I primi esemplari di bidet sono comparsi in Francia fra il 1600 e il 1700. Bidet, in francese antico, significa “pony”, perché ci si mette a cavalcioni. L’inventore è Christophe de Rosiers, e installò il primo esemplare nella reggia di Versailles, abitazione della famiglia reale francese. A dire il vero le sale da bagno in questa famigerata reggia furono messi in disuso alla svelta, poiché nessuno si lavava!

Tuttavia l’invenzione del bidet si diffuse rapidamente e altrettanto images-1rapidamente decadde. L’igiene personale, infatti, non era la prima preoccupazione dei reali francesi. Si dice che il Re Sole, consigliato dai medici, rifuggisse l’acqua e il sapone per paura di contrarre malattie e da qui si comprende anche il grande uso di profumi, ancora oggi “indispensabili in Francia. Leggenda vuole che il monarca si sia immerso in una vasca da bagno per sole tre volte in tutta la sua vita. Non solo: pare che le uniche interessate a lavarsi le parti intime fossero le prostitute, per ovvi motivi, così, il già vituperato bidet divenne anche sinonimo di depravazione.

images-2In Francia il bidet è rimasto un oggetto sgradito e la sale da bagno in generale lasciano molto a desiderare; alla faccia del paese civile e progredito. Così, a partire dagli anni ’70 del ‘900 si è scelto di eliminarlo dalle abitazioni. Quindi, se vedete un bidet in una casa francese vuol dire che quella casa è antecedente agli anni ’70 e non è mai stata ristrutturata, e gli altri diciamo pure che sono degli zozzoni.

Di qua dalle Alpi però è tutta un’altra musica che profuma di sandalo, rose e violette, a seconda del gusto. Il bidet ha
avuto decisamente fortune migliori e lo dobbiamo in buona parteimages-6 Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli, che volle un bidet nella sua camera da letto, infischiandosene del fatto che in Francia fosse considerato un oggetto ambiguo. Fu grazie a lei, insomma, che si diffuse in modo più che capillare nel resto del Paese. Anche da noi, però, il processo non
download-1fu rapido. Pare, infatti, che nella seconda metà dell’’800 i funzionari sabaudi che trovarono un bidet mentre facevano un inventario nella reggia di Caserta lo classificarono comeun”oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra”, di cui però velocemente capirono e gradirono l’uso.

In ogni caso, varcati i confini italiani, del bidet si perdono subito le tracce e bisogna proprio dirlo, molte case e molte sale da bagno delledownload-2 stesse sono davvero sporche e trascurate.

Parliamo di paesi in cui sembra funzioni tutto, ma le case sono un delirio. Non è raro trovare accumuli di polvere e c’è
spesso una generale noncuranza.

Chissà perché c’è una generale noncuranza. Non dico che ci sia la possibilità che si sviluppi il colera, ma diciamo che il visitatore dall’impronta latina o sud-europea non resta impressionato dall’igiene e dall’ordine.

Si faranno anche tante docce, ma il bidet latita, e praticamente lo usiamo solo noi italiani e dove si trova, è vissuto come un oscuro oggetto la cui presenza era dubbia e piuttosto considerata come un reperto archeologico inspiegabilmente piazzato nella toilette e a volte se ne liberano alla prima occasione. Ebbene, bando alle ciance, il bidetbidet1 serve eccome e non credo che chi non lo possiede in casa profumi sempre di rose e violette.

Ovviamente a questo punto, per pura statistica, bisognerebbe dedurre che se la quasi totalità della popolazione mondiale vive la propria esistenza senza aver bisogno del bidet, così fondamentale non è. Tuttavia, se avete avuto la (s)fortuna di crescere con un bidet in casa, ne soffrirete terribilmente la mancanza dopo poche settimane (o anche giorni) e vi chiederete perché il mondo si rifiuti di riconoscerne l’utilità e la (quasi) indispensabilità. Ora, non images-5vorrei entrare in dettagli intimi che tutti potete immaginare, ma perché doversi fare una doccia quando si può semplicemente “andare al dunque” con un bidet? Credo che queste domande di profondissimo spessore esistenziale possano essere comprese solo dagli italiani. Meglio mettersi l’anima in pace. Ma vi assicuro che se mai mi trasferissi in un Paese straniero non avvezzo all’uso del bidet, farò in modo che la mia abitazione ne disponga, a costo di farmelo spedire via nave!

Simona Aiuti

18
Set
16

Tiziana, vittima dei leoni da tastiera

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Simona Aiuti

Si sentono forti dietro un profilo falso, dietro una tastiera, e forse non hanno nemmeno piena consapevolezza della loro ferocia e di quanto possano ferire

Strascichi, polemiche, dibattiti e tutto si consuma nel web, croce e delizia dei nostri tempi; già, tempi difficili quelli che stiamo cavalcando e che si svolgono sui social. La trentunenne Tiziana Cantone si è uccisa strangolandosi con un foulard, vittima del frullatore, del terribile tritacarne che può essere il download-2mondo d’internet, nel quale tutti noi siamo finiti in un modo o nell’altro, ignari spesso di alcuni pericoli, e poi a volte si arriva a un punto nel quale tutto sfugge di mano, un punto di non ritorno. E’ come se il web avesse sete di sangue, come se si trasformasse in un Colosseo che reclama la vittima da vituperare, da torturare, perseguitare, consumare, irridere, e infine rovinare.

download-1Tiziana ha perso il controllo dell’auto che stava guidando virtualmente, nessuno ha voluto avere pietà di lei e infine si è consumato il tributo di carne umana e lei non ha retto, non è stata abbastanza forte; ma chi al suo posto avrebbe retto così a lungo?

Voleva fare un dispetto al suo fidanzato girando un video piccante, non sapendo che poi il video girato avrebbe potuto essere una mina vagante per lei e per chi la conosceva. Foto e video imbarazzanti, se finiscono nelle mani di persone senza scrupoli, ci risucchiano in un vortice terribile, corrono sul web con la velocità della luce creando un bel po’ di scalpore, e di conseguenza come in questo caso, hanno umiliato la ragazza che non reggendo ha optato per un gesto estremo e senza ritorno. Inutile direimages-2 che i video con Tiziana da protagonista hanno ricevuto milioni di like, ma ora restano come l’arma di un delitto e come qualcosa che poteva essere evitato solamente usando la coscienza.

C’era stato già un altro tentativo di suicidio, forse per disperazione assoluta del momento, poiché c’era stato anche il desiderio di cambiare identità messo in moto da tempo, quindi per uscire con le unghie e con i denti da questo vortice avviluppante la giovane donna aveva cercato di emergere e salvarsi dalla gogna mediatica, ma infine la vergogna l’ha fatta soccombere.

imagesOra resta un avvocato che sta cercando di lottare contro chi ha forse indotto una donna al suicidio e restano anche i sadici, i crudeli utenti del web 2.0 che non solo mettono alla gogna una ragazza, ma addirittura gioiscono della sua fine e la deridono. Ora più che mai è necessario che il web abbia imposte delle regole, ed è ancor più necessario che la privacy sia più tutelata, che soprattutto i minori vengano salvaguardati e che più di tutto vengano severamente puniti tanti signori “nessuno”, che prima di offendere, denigrare, calpestare i morti e pure i vivi, dovranno in futuro pensarci due volte. Sono in tanti, troppi che non pensano alle conseguenze di quello che scrivono pubblicamente, e che uccidono, talvolta senza saperlo.

I signori nessuno devono accettare le conseguenze di quello cheimages-1 scrivono, tanto quanto me che sono giornalista e che rischio la querela ogni 3×2. Ho indirettamente avuto a che fare anch’io con certi “leoni da tastiera” che mi hanno riempita d’insulti, e ho anche ricevuto delle minacce specifiche, e solo perché avevo scritto ciò che pensavo senza denigrare chicchessia. Si sentono forti dietro un profilo falso, dietro una tastiera, e forse non hanno nemmeno piena consapevolezza della loro ferocia e di quanto possano ferire, quindi è bene che il legislatore intervenga a difesa di chi è aggredito e che infine punisca chi augura la morte, e fa di peggio.

Simona Aiuti

 

12
Set
16

Ma la Lorenzin ci fa o c’è?

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simona aiuti

Quest’uscita infelice non è solo idiota, ma dovrebbe anche essere subito ritirata, perché ferisce la sensibilità delle donne e credo anche di molti uomini

La Lorenzin ha avuto una bella alzata d’ingegno e le donne italiane in età fertile e non, hanno poco gradito. Uno degli slogan più fastidiosi è senzaltro “La fertilità è un bene comune”, come se lo stato o la cittadinanza avessero dei diritti e delle opzioni sull’apparato riproduttivo delle donne italiane. Poi la Lorenzin haimages-7 continuato con “Genitori giovani, il miglior modo per essere creativi”, una trovata a dir poco patetica. A parte che un genitore con la grisaglia davanti a simili parole sente l’angoscia salirgli fino all’età pensionabile, ma vogliamo mettere dei neonati nelle mani di ragazzini? La cara ministra della Repubblica Lorenzin non tiene conto delle incertezze economiche dei giovani, problema che lei non ha, visto il suo lauto stipendio, quindi non avrà problemi a comprare scarpe dopo il suo parto gemellare, per il quale download-1forse avrebbe voluto un encomio. Lo sappiamo bene che oggi si fanno meno figli, forse però quelli che nascono sono voluti, amati e desiderati. Qualcuno dovrebbe ribadire il concetto, credo leggermente “terremotato”, visti i tempi che viviamo, che la maternità non è più né un traguardo né uno status, eppure ancora oggi, le single sono considerate dei soldati semplici e le madri, anche sedownload-2 sgangherate, delle generalesse. Avere o non avere figli non è solo questione di temere di non arrivare a fine mese. Diciamo pure che c’è chi non vuole riprodursi e non per questo deve sentirsi un mostro o un nemico dello stato.

Avere un bambino deve essere una scelta legittima agevolata da politiche sociali e non incoraggiata in modo così grottesco.

images-1Un altro slogan della campagna recita, “La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile”. Quindi i figli di genitori poco brillanti, o nati senza una programmazione, o addirittura da violenze, o dopo due bicchierini che fanno cedere i freni inibitori che si fa, li mettiamo in un campo di concentramento? Li eliminiamo perché difettosi? Ma la cara Lorenzin, sempre quella che ha avuto un parto gemellare e forse anche due medaglie, ha dato il meglio di sé con “La bellezza non ha età. La fertilità sì”.

Quest’uscita infelice non è solo idiota, ma dovrebbe anche essere subito
ritirata, perché ferisce la sensibilità delle donne e credo anche di molti images-2uomini. Si tratta di un concetto che è uno schiaffo alle donne che certamente non sentivano la necessità che qualcuno ricordasse loro che la fertilità non è per sempre, specie se sono state male. Non tutte le donne riescono a snocciolare due gemelli come ha fatto mia nonna o mia cugina Stella. Ci sono anche quelle che ci provano ma non ce la fanno per una malattia, per un cancro maledetto, o perché essendo responsabili, non images-6avendo accanto un uomo che amano, non se la sentono di procreare a vanvera e si mordono il labbro pensando che forse resta poco tempo. Guardano le pance, le carrozzine e sentono talvolta quel profumo di certi neonati e dentro piangono, quindi questo slogan non serviva.

Credo inoltre che non sia compito del ministro della salute fare certe alzate d’ingegno, e che invece proprio della salute dovrebbe occuparsi se vuole che le donne tornino a procreare. Dovrebbe occuparsi di ogni pronto soccorso italiano che esplode con anziani in barella i quali talvolta ci lasciano le penne, dei reparti che chiudono e del personale che è poco, mal pagato e che non ce la fa più.

Dovrebbe occuparsi del vitto che come ho potuto costatare è pessimo e aimages-5 volte arriva da cento chilometri di distanza e di casi come quello di mia nonna novantenne che non trovando posto in un reparto, fu alloggiata in un magazzino!

La Lorenzin, se vuole che le donne abbiano una maternità sana e responsabile, dovrebbe fare in modo che le studentesse siano accolte gratuitamente da ginecologi, che facciano esami, ecografie e mammografie, estese anche alle donne anziane, che spesso come nonne sono mamme due volte.

In Italia partorire costa tantissimo, partendo dalle visite ginecologiche e poi imagesla cara ministra dovrebbe sapere che non ci sono molti asili e quelli che ci sono costano troppo. Vorrei anche dire che le donne straniere rifugiate o migranti non pagano niente, forse è giusto, ma è altrettanto giusto che dobbiamo pagare sempre e tutto noi? Questa è un’altra storia, ma ci rifletta cara ministra.

Simona Aiuti




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