Archivio per ottobre 2011

29
Ott
11

Caro Sarkosy, cara Merkel, abbiamo qualcosa da dirvi!

 

“Oh, quanta strada nei miei sandali quanta ne avrà fatta Bartali quel naso triste come una salita quegli occhi allegri da italiano in gita e i francesi ci rispettano..”.di Simona Aiuti
 Chissà, forse gli sguardi d’intesa e quel risolino ammiccante tra il primo ministro tedesco e il presidente dell’Eliseo è stato frainteso e sovraccaricato d’importanza da noi, e probabilmente l’alzata di scudi è stata così esagerata nel “bel Paese” perché abbiamo il nervo scoperto. Siamo permalosi? Forse un po’ ma se l’Italia ha qualche peccato da farsi perdonare, e Roma piange, è sicuramente vero che Berlino eParigi non ridono davvero.
Gli italiani non hanno mai sentito una forte competizione nei confronti dei francesi, siamo quello che siamo e basta, invece i cugini d’oltralpe non si danno pace di dover in molti campi arrivare sempre secondi dietro il popolo italico. Masticano amaro i francesi e cercano di pungolarci ad ogni occasione, ben sapendo che siamo noi i primi produttori di vino al mondo e non loro. E non dimentichiamo il boccone che ingoiarono di malavogliaquando alle ultime Olimpiadi vinsero meno medaglie di noi, per non parlare poi del calcio che
 ci vede svettare con quattro titoli mondiali, distaccandoli un bel po’.
“Oh, quanta strada nei miei sandali quanta ne avrà fatta Bartali quel naso triste come una salita quegli occhi allegri da italiano in gita e i francesi ci rispettano..” canta Paolo Conte.
Philippe Sollers, dice chiaramente che i francesi sono invidiosi di noi, loro che hanno circa trecento formaggi squisiti, ma noi circa seicentotrenta, loro che dovettero chiamare Gianfranco Ferrè per risollevare le sorti di una notacasa di moda francese, e che non riescono ancora adesprimere quell’accoglienza e quel senso di famiglia nei ristoranti come invece facciamo noi.
Quei francesi che si vergognano di portare i turisti sulle vestigia dei Romani e non le pubblicizzano affatto, e che però si tengono ben strette le opere d’arte che il Barone Denon, anima nera dietro Napoleone, portò via dall’Italia riempiendo il Louvre e che
ancora devono restituire.
Quei francesi che devono condividere con noi Platinì, che fingonod’ignorare le origini italiane di Napoleone Bonaparte che si chiamava in realtà Buonaparte, nato in Corsica, che eraterritorio italiano, in una famiglia tipicamente italiana.
Che dire dei tedeschi, in una Germania distrutta dopo la seconda guerra mondiale, ricostruita in buona parte dagli emigranti italiani, non sempre trattati con riguardo, ma tant’è. Ci sono grandi disagi nella società tedesca, come la scuola, tutt’altro che al livello di quella italica, un antisemitismo
preoccupante
 e poco è stato fatto per formare le nuove generazioni.
Noi italiani siamo estremamenteaccoglienti, ospitali e queste caratteristiche vengono spesso scambiate per “scempiaggine”. Forse abbiamo frainteso quei risolini, ma preferiamo pensare a grandi menti tedesche come Goetheche disse dell’Italia, che se si vuole conoscere l’arte, bisogna conoscere l’Italia che è arte!
Simona Aiuti
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26
Ott
11

Marco Simoncelli..ciao….ciao Sic!

Marco Simoncelli, meglio noto come “Sic”, se ne è andato come tutti gli eroi, giovane, bello, pieno di vita e con una purezza nel cuore che pochi ragazzi oggi hanno. Simpatico, divertente, scanzonato e con la grande capacità di non prendersi troppo sul serio, dote rara. “Gli dei” hanno avuto pietà di lui, e hanno preso Marco Simoncelli in un attimo fugace, mentre era in sella alla sua moto, sua ragione di vita, la sua passione bruciante, a trecento all’ora, a carena, aggrappato a quel rombo che gli faceva ribollire il sangue, sollevandolo e donandogli due ali d’angelo.

Da quella maledetta pista è volato via sulla sua moto spiccando il volo e senza avere il tempo di dire una parola, liberandosi dall’asfalto delle spoglie mortali e sfrecciando su un motore alato, lassù e senza quasi voltarsi, lasciando che il vento scompigli per sempre i suoi mitici riccioli, come un secondo casco che lo caratterizzava.

Sic, ci hai presi alla sprovvista. Tu ora guardi da lontano questo mondo con quella risata e quell’accento divertito e divertente, facendo appena un cenno come saluto, strizzando l’occhio e volando via nel modo più sublime, in un nano secondo, tanto ti è bastato. Il casco in policarbonato è volato via, rotolando sull’erba, lasciandoci attoniti, basiti e soli, infinitamente soli senza la risata del “Sic”, di Marco Simoncelli. Chissà se lassù parlerai del grip, del peso del retrotreno, di ammortizzatori e di quella forcella che ancora non va e bisogna mettere tutto a punto.

A noi mancherai, tu che non eri un ragazzo da superalcolici e droghe, ma uno che dormiva nella stanza di quando era bambino e forse a ventiquattro anni, eri ancora un ingenuo adolescente caro Sic, rimasto così, cristallizzato nel tempo come accade a taluni eroi. Penserai a come usare una chiave blocca puleggia, all’odore del carburante, al sistema elettronico da mettere a punto. Vorremo vederti così con una chiave dinamometrica a cercare il giusto assetto e siamo sicuri che lo troverai. Ciao “Sic”….diobò, è stato un piacere!

20
Ott
11

Moggi VS Baldini

Faccia da attore di quella Cinecittà degli anni 70’, e invece Baldini è calamitato subito dal calcio, diventando popolare come direttore sportivo nella Roma, “forse” con una grande smania di presenzialismo.

Nel giugno 2004, dopo la decisione clamorosa di Fabio Capello, che sceglie di lasciare la Roma per andare ad allenare la Juventus, spiazzando il mondo del calcio e  magari anche l’A.S. Roma, Baldini rimane al timone della società giallorosa, ma ha in serbo qualche sorpresa. Qualcuno crede che i rapporti tra i due si siano guastati, ma è plausibile che si sia trattato solo di una momentanea separazione diplomatica.

Franco Baldini non ha mai nascosto una certa antipatia spinosa nei confronti di Luciano Moggi, punta di diamante della dirigenza Juventina, l’uomo capace di prendere Zidane per un pugno di “sesterzi” e poi rivenderlo per una pioggia di miliardi, quindi impossibile eguagliarlo.

Famosa l’intervista di Baldini a “Parla con me” di Serena Dandini, in cui non lesina parole dure contro la Gea, il Milan e la Juventus dicendo che per lui costoro avrebbero amministrato il calcio secondo i loro benefici economici e sportivi e nell’occasione sottolineò il fatto che Capello fino a pochi mesi prima aveva la sua stessa idea di slealtà della Juve, di Moggi e della Gea e forse peccò di stile, poiché ognuno dovrebbe parlare per se stesso!

Tuttavia Baldini si dimetterà dalla Roma nel marzo 05’ per divergenze politiche con l’amministratore delegato Rossella Sensi, che non voleva fare la guerra a Moggi, verso cui Baldini non nascondeva un certo livore.

Nel luglio 2006, diventerà segretario tecnico del Real Madrid e tornerà a lavorare con Fabio Capello, divenuto allenatore dei “galattici”, e insieme a poi Capello lascerà la squadra per diventare general manager della nazionale inglese.

La coppia si è riunita per un bel pezzo, ma ora i due si separano di nuovo, crediamo felicemente. Ora Baldini è di nuovo direttore generale della Roma e il calcio s’infiamma, non solo in campo.

Non molti mesi fa, Franco Baldini a Napoli ha definito in tribunale Luciano Moggi un uomo senza qualità, confermando l’antipatia verso un uomo che ha comprato i più grandi campioni come Buffon, Cannavaro, Zidane e nel 2006 ha portato 9 juventini in Nazionale, e quindi possiamo capire chiunque si possa anche per un solo momento un po’ in sudditanza psicologica.

Ancora non è stato chiarito che rapporti Franco Baldini ha avuto con il colonnello Auricchio, mentre è stato accertato in tribunale a Napoli solo che ha mentito sulla conoscenza nei tempi, ed è stato querelato da Moggi.

A Repubblica Baldini ha dichiarato: “Su Gabriele Oriali, che è rimasto coinvolto e ha patteggiato, come dirigente dell’Inter, nello scandalo dei passaporti falsi sul dossier Recoba. Ha detto la verità, nel senso che mi chiese un consiglio, io gli dissi che sapevo che c’era una persona, che però non conoscevo, che si occupava di vedere se le carte erano in regola. Poi questa persona non si è rivelata a posto. Oriali non lo sapeva, nemmeno io. Lui ha molto sofferto per la macchia e mi dispiace”.

Questa dichiarazione sembra poco interessante viste le vicende passate e presenti del calcio italiano, ma noi abbiamo tutto il tempo per chiedere, chiarire, ascoltare e verificare ogni fatto, parola e dichiarazione, usando sempre il condizionale, per capire cosa accadde prima del 2006 nel calcio italiano e chi ha le reali responsabilità di quei fatti, fuori e dentro il tribunale.

Non abbiamo ancora capito quale sia realmente la personalità di Baldini, ma abbiamo pazienza e confidiamo di capirlo presto.

Simona Aiuti

16
Ott
11

Calciopoli, Moratti è sempre più accerchiato

Massimo Moratti è accerchiato, e forse non deve dormire sonni tranquilli, magari si starà domandando come fare per cambiare il karma che lo sta perseguitando.
Arrivano colpi da tutte le parti, infatti, dopo i vari scricchiolii che minano sempre più la dirigenza presente e passata dell’Inter, ora Massimo De Santis ci va giù pesante, sfidando il petroliere.
I legali dell’ex arbitro hanno presentato un ricorso presso il tribunale civile di Milano per chiedere all’Inter un risarcimento con molti zeri. I fatti risalgono al 2003 e si riferiscono al caso Telecom e al dossier di spionaggio rivelato da Tavaroli e Cipriani. Tanto per confermare l’andazzo del karma, anche Luciano Moggi ha intenzione di chiedere un risarcimento piuttosto congruo di trenta miliardi, e vedremo gli sviluppi anche di questa questione, considerando il sospetto che dall’affare telecom sia nato il filone Calciopoli che ha mandato la Juve in B.
Il danno che avrebbe subito De Santis sarebbe da considerarsi piuttosto ingente e superiore a quello di Bobo Vieri anche lui in attesa, poiché sarebbe finito sotto la lente d’ingrandimento l’intero nucleo familiare.
Probabilmente, entro 60 giorni ci sarà la prima udienza e sarà molto interessante sapere se si cercherà un accordo, cosa che non è da escludere, e che sarebbe clamorosa.
Intanto, sempre in questione di karma che forse non riguarda i petrolieri, Franco Baldini, ex dirigente della Roma, e forse buon amico del maggiore Auricchio, grande accusatore di Luciano Moggi, è stato rinviato a giudizio per ingiurie nei confronti dell’ex Direttore Generale della Juventus, durante un’udienza del processo di Napoli.  Baldini nel corso della sua testimonianza, definì Moggi “un uomo senza qualità…”, pertanto il 24 novembre prossimo, dovrà presentarsi presso il Tribunale di Napoli davanti al Giudice Schiano.
Intanto l’attesa per la sentenza del processo denominato Calciopoli è tanta, visti i clamorosi sviluppi dovuti alle “intercettazioni inedite” finite per errore nell’obitorio delle bobine e resuscitate miracolosamente da tecnici come Nicola Penta. Intercettazioni in cui senza pudore si dice chiaramente che “nel dubbio” meglio favorire l’Inter e svantaggiare la Juventus, “piccola perla” di lealtà sportiva espressa da chi dovrebbe essere al di sopra delle parti, e che servirà ai legali della Juve al TNAS, dove si combatterà una battaglia importante.
A questo proposito, la relazio¬ne, che la Federcalcio deve presentare a Pierre Cornu, il consigliere capo degli affari legali dell’Uefa, sarà importante davanti al Tnas. La Figc dovrà spiegare, le decisioni prese e “non prese” dal 2006 a oggi, al-la luce delle nuove prove e, soprattutto, della relazione di Palazzi riguardo alle intercettazioni dell’Inter.
La Fe¬derazione dovrà spiegare perché e con quali elementi nel 2006 ha assegnato lo scudetto all’In¬ter e perché nel 2011 alla luce delle chiamate di Fac¬chetti e Moratti non ha provveduto a sanzionare.
In ultima analisi, i dirigenti dell’UEFA non si devono preoccupare se sprechiamo un francobollo, poiché per la Vecchia Signora noi siamo disposti a comprare anche un Gronchi rosa se serve e possono giurarci che ne è valsa la pena.

Simona Aiuti

07
Ott
11

Crolla una palazzina a Barletta

Una palazzina è crollata nel sud dell’Italia, ma sarebbe potuto succedere in qualunque altro posto del nostro paese, sarebbe comunque caduta, sbriciolandosi come unenorme biscotto secco e ammuffito, e sarebbe comunque precipitata sul lavoro delle donne italiane.

 Sono scomparse cinque donne, quattro lavoratrici ed una ragazzina di quattordici anni, senza un vero perché. Una voragine ha inghiottito delle vite umane che sgobbavano in un fabbricato friabile e cadente per pochi spiccioli e anche in nero.

Quanto vale la vita delle lavoratrici italiane? Così poco? Niente? Ridotte a sgobbare tutto ilgiorno come in una bettola putrida di Calcutta, senza diritti, nemmeno quello di portare a casa una paga decente e nemmeno quello di rivedere la propria famiglia.

Questo è il lavoro italiano, fatto di illegalità, luoghi malsani, caporalato, famiglie che sono al collasso e s’indebitano. Prima o poi si arriva al punto di non ritorno, come quando cade un palazzo e resta un vuoto che nessun processo potrà colmare, nessun risarcimento, nessun inutile dibattito e polemica televisiva, nessun editoriale e nessuna perizia.

Chi è a rischio, chi è più fragile è esposto ai maggiori pericoli; e sembra quasi di tornare al tragico giorno in cui molte lavoratrici morirono in un incendio, in un terribile 8 marzo, in cui trovarono la morte dentro una fabbrica che fu una trappola.

Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, ma chi difenderà il lavorodelle donne italiane, se questa è la sicurezza che non conosce sindacato.

Tremano i polsi, c’è rabbia e indignazione, eppure le donne intervistate in un letto d’ospedale dopo la tragedia, tra cui una incinta, (naturalmente lavorava a pieno regime), erano inebetite, rassegnate, senza una vera espressione.

Erano donne che non riuscivano a fare altro che alzare gli occhi al cielo, sperare in Dio, ringraziarlo per essere ancora vive, perché qui, nell’illegalità e nell’assenza di una civiltà, non resta molto altro.
Simona Aiuti




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