Archivio per settembre 2016

22
Set
16

Scansatevi francesi, noi usiamo il bidet!

0417Partiamo dall’inizio. I primi esemplari di bidet sono comparsi in Francia fra il 1600 e il 1700. Bidet, in francese antico, significa “pony”, perché ci si mette a cavalcioni. L’inventore è Christophe de Rosiers, e installò il primo esemplare nella reggia di Versailles, abitazione della famiglia reale francese. A dire il vero le sale da bagno in questa famigerata reggia furono messi in disuso alla svelta, poiché nessuno si lavava!

Tuttavia l’invenzione del bidet si diffuse rapidamente e altrettanto images-1rapidamente decadde. L’igiene personale, infatti, non era la prima preoccupazione dei reali francesi. Si dice che il Re Sole, consigliato dai medici, rifuggisse l’acqua e il sapone per paura di contrarre malattie e da qui si comprende anche il grande uso di profumi, ancora oggi “indispensabili in Francia. Leggenda vuole che il monarca si sia immerso in una vasca da bagno per sole tre volte in tutta la sua vita. Non solo: pare che le uniche interessate a lavarsi le parti intime fossero le prostitute, per ovvi motivi, così, il già vituperato bidet divenne anche sinonimo di depravazione.

images-2In Francia il bidet è rimasto un oggetto sgradito e la sale da bagno in generale lasciano molto a desiderare; alla faccia del paese civile e progredito. Così, a partire dagli anni ’70 del ‘900 si è scelto di eliminarlo dalle abitazioni. Quindi, se vedete un bidet in una casa francese vuol dire che quella casa è antecedente agli anni ’70 e non è mai stata ristrutturata, e gli altri diciamo pure che sono degli zozzoni.

Di qua dalle Alpi però è tutta un’altra musica che profuma di sandalo, rose e violette, a seconda del gusto. Il bidet ha
avuto decisamente fortune migliori e lo dobbiamo in buona parteimages-6 Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli, che volle un bidet nella sua camera da letto, infischiandosene del fatto che in Francia fosse considerato un oggetto ambiguo. Fu grazie a lei, insomma, che si diffuse in modo più che capillare nel resto del Paese. Anche da noi, però, il processo non
download-1fu rapido. Pare, infatti, che nella seconda metà dell’’800 i funzionari sabaudi che trovarono un bidet mentre facevano un inventario nella reggia di Caserta lo classificarono comeun”oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra”, di cui però velocemente capirono e gradirono l’uso.

In ogni caso, varcati i confini italiani, del bidet si perdono subito le tracce e bisogna proprio dirlo, molte case e molte sale da bagno delledownload-2 stesse sono davvero sporche e trascurate.

Parliamo di paesi in cui sembra funzioni tutto, ma le case sono un delirio. Non è raro trovare accumuli di polvere e c’è
spesso una generale noncuranza.

Chissà perché c’è una generale noncuranza. Non dico che ci sia la possibilità che si sviluppi il colera, ma diciamo che il visitatore dall’impronta latina o sud-europea non resta impressionato dall’igiene e dall’ordine.

Si faranno anche tante docce, ma il bidet latita, e praticamente lo usiamo solo noi italiani e dove si trova, è vissuto come un oscuro oggetto la cui presenza era dubbia e piuttosto considerata come un reperto archeologico inspiegabilmente piazzato nella toilette e a volte se ne liberano alla prima occasione. Ebbene, bando alle ciance, il bidetbidet1 serve eccome e non credo che chi non lo possiede in casa profumi sempre di rose e violette.

Ovviamente a questo punto, per pura statistica, bisognerebbe dedurre che se la quasi totalità della popolazione mondiale vive la propria esistenza senza aver bisogno del bidet, così fondamentale non è. Tuttavia, se avete avuto la (s)fortuna di crescere con un bidet in casa, ne soffrirete terribilmente la mancanza dopo poche settimane (o anche giorni) e vi chiederete perché il mondo si rifiuti di riconoscerne l’utilità e la (quasi) indispensabilità. Ora, non images-5vorrei entrare in dettagli intimi che tutti potete immaginare, ma perché doversi fare una doccia quando si può semplicemente “andare al dunque” con un bidet? Credo che queste domande di profondissimo spessore esistenziale possano essere comprese solo dagli italiani. Meglio mettersi l’anima in pace. Ma vi assicuro che se mai mi trasferissi in un Paese straniero non avvezzo all’uso del bidet, farò in modo che la mia abitazione ne disponga, a costo di farmelo spedire via nave!

Simona Aiuti

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18
Set
16

Tiziana, vittima dei leoni da tastiera

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Simona Aiuti

Si sentono forti dietro un profilo falso, dietro una tastiera, e forse non hanno nemmeno piena consapevolezza della loro ferocia e di quanto possano ferire

Strascichi, polemiche, dibattiti e tutto si consuma nel web, croce e delizia dei nostri tempi; già, tempi difficili quelli che stiamo cavalcando e che si svolgono sui social. La trentunenne Tiziana Cantone si è uccisa strangolandosi con un foulard, vittima del frullatore, del terribile tritacarne che può essere il download-2mondo d’internet, nel quale tutti noi siamo finiti in un modo o nell’altro, ignari spesso di alcuni pericoli, e poi a volte si arriva a un punto nel quale tutto sfugge di mano, un punto di non ritorno. E’ come se il web avesse sete di sangue, come se si trasformasse in un Colosseo che reclama la vittima da vituperare, da torturare, perseguitare, consumare, irridere, e infine rovinare.

download-1Tiziana ha perso il controllo dell’auto che stava guidando virtualmente, nessuno ha voluto avere pietà di lei e infine si è consumato il tributo di carne umana e lei non ha retto, non è stata abbastanza forte; ma chi al suo posto avrebbe retto così a lungo?

Voleva fare un dispetto al suo fidanzato girando un video piccante, non sapendo che poi il video girato avrebbe potuto essere una mina vagante per lei e per chi la conosceva. Foto e video imbarazzanti, se finiscono nelle mani di persone senza scrupoli, ci risucchiano in un vortice terribile, corrono sul web con la velocità della luce creando un bel po’ di scalpore, e di conseguenza come in questo caso, hanno umiliato la ragazza che non reggendo ha optato per un gesto estremo e senza ritorno. Inutile direimages-2 che i video con Tiziana da protagonista hanno ricevuto milioni di like, ma ora restano come l’arma di un delitto e come qualcosa che poteva essere evitato solamente usando la coscienza.

C’era stato già un altro tentativo di suicidio, forse per disperazione assoluta del momento, poiché c’era stato anche il desiderio di cambiare identità messo in moto da tempo, quindi per uscire con le unghie e con i denti da questo vortice avviluppante la giovane donna aveva cercato di emergere e salvarsi dalla gogna mediatica, ma infine la vergogna l’ha fatta soccombere.

imagesOra resta un avvocato che sta cercando di lottare contro chi ha forse indotto una donna al suicidio e restano anche i sadici, i crudeli utenti del web 2.0 che non solo mettono alla gogna una ragazza, ma addirittura gioiscono della sua fine e la deridono. Ora più che mai è necessario che il web abbia imposte delle regole, ed è ancor più necessario che la privacy sia più tutelata, che soprattutto i minori vengano salvaguardati e che più di tutto vengano severamente puniti tanti signori “nessuno”, che prima di offendere, denigrare, calpestare i morti e pure i vivi, dovranno in futuro pensarci due volte. Sono in tanti, troppi che non pensano alle conseguenze di quello che scrivono pubblicamente, e che uccidono, talvolta senza saperlo.

I signori nessuno devono accettare le conseguenze di quello cheimages-1 scrivono, tanto quanto me che sono giornalista e che rischio la querela ogni 3×2. Ho indirettamente avuto a che fare anch’io con certi “leoni da tastiera” che mi hanno riempita d’insulti, e ho anche ricevuto delle minacce specifiche, e solo perché avevo scritto ciò che pensavo senza denigrare chicchessia. Si sentono forti dietro un profilo falso, dietro una tastiera, e forse non hanno nemmeno piena consapevolezza della loro ferocia e di quanto possano ferire, quindi è bene che il legislatore intervenga a difesa di chi è aggredito e che infine punisca chi augura la morte, e fa di peggio.

Simona Aiuti

 

12
Set
16

Ma la Lorenzin ci fa o c’è?

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simona aiuti

Quest’uscita infelice non è solo idiota, ma dovrebbe anche essere subito ritirata, perché ferisce la sensibilità delle donne e credo anche di molti uomini

La Lorenzin ha avuto una bella alzata d’ingegno e le donne italiane in età fertile e non, hanno poco gradito. Uno degli slogan più fastidiosi è senzaltro “La fertilità è un bene comune”, come se lo stato o la cittadinanza avessero dei diritti e delle opzioni sull’apparato riproduttivo delle donne italiane. Poi la Lorenzin haimages-7 continuato con “Genitori giovani, il miglior modo per essere creativi”, una trovata a dir poco patetica. A parte che un genitore con la grisaglia davanti a simili parole sente l’angoscia salirgli fino all’età pensionabile, ma vogliamo mettere dei neonati nelle mani di ragazzini? La cara ministra della Repubblica Lorenzin non tiene conto delle incertezze economiche dei giovani, problema che lei non ha, visto il suo lauto stipendio, quindi non avrà problemi a comprare scarpe dopo il suo parto gemellare, per il quale download-1forse avrebbe voluto un encomio. Lo sappiamo bene che oggi si fanno meno figli, forse però quelli che nascono sono voluti, amati e desiderati. Qualcuno dovrebbe ribadire il concetto, credo leggermente “terremotato”, visti i tempi che viviamo, che la maternità non è più né un traguardo né uno status, eppure ancora oggi, le single sono considerate dei soldati semplici e le madri, anche sedownload-2 sgangherate, delle generalesse. Avere o non avere figli non è solo questione di temere di non arrivare a fine mese. Diciamo pure che c’è chi non vuole riprodursi e non per questo deve sentirsi un mostro o un nemico dello stato.

Avere un bambino deve essere una scelta legittima agevolata da politiche sociali e non incoraggiata in modo così grottesco.

images-1Un altro slogan della campagna recita, “La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile”. Quindi i figli di genitori poco brillanti, o nati senza una programmazione, o addirittura da violenze, o dopo due bicchierini che fanno cedere i freni inibitori che si fa, li mettiamo in un campo di concentramento? Li eliminiamo perché difettosi? Ma la cara Lorenzin, sempre quella che ha avuto un parto gemellare e forse anche due medaglie, ha dato il meglio di sé con “La bellezza non ha età. La fertilità sì”.

Quest’uscita infelice non è solo idiota, ma dovrebbe anche essere subito
ritirata, perché ferisce la sensibilità delle donne e credo anche di molti images-2uomini. Si tratta di un concetto che è uno schiaffo alle donne che certamente non sentivano la necessità che qualcuno ricordasse loro che la fertilità non è per sempre, specie se sono state male. Non tutte le donne riescono a snocciolare due gemelli come ha fatto mia nonna o mia cugina Stella. Ci sono anche quelle che ci provano ma non ce la fanno per una malattia, per un cancro maledetto, o perché essendo responsabili, non images-6avendo accanto un uomo che amano, non se la sentono di procreare a vanvera e si mordono il labbro pensando che forse resta poco tempo. Guardano le pance, le carrozzine e sentono talvolta quel profumo di certi neonati e dentro piangono, quindi questo slogan non serviva.

Credo inoltre che non sia compito del ministro della salute fare certe alzate d’ingegno, e che invece proprio della salute dovrebbe occuparsi se vuole che le donne tornino a procreare. Dovrebbe occuparsi di ogni pronto soccorso italiano che esplode con anziani in barella i quali talvolta ci lasciano le penne, dei reparti che chiudono e del personale che è poco, mal pagato e che non ce la fa più.

Dovrebbe occuparsi del vitto che come ho potuto costatare è pessimo e aimages-5 volte arriva da cento chilometri di distanza e di casi come quello di mia nonna novantenne che non trovando posto in un reparto, fu alloggiata in un magazzino!

La Lorenzin, se vuole che le donne abbiano una maternità sana e responsabile, dovrebbe fare in modo che le studentesse siano accolte gratuitamente da ginecologi, che facciano esami, ecografie e mammografie, estese anche alle donne anziane, che spesso come nonne sono mamme due volte.

In Italia partorire costa tantissimo, partendo dalle visite ginecologiche e poi imagesla cara ministra dovrebbe sapere che non ci sono molti asili e quelli che ci sono costano troppo. Vorrei anche dire che le donne straniere rifugiate o migranti non pagano niente, forse è giusto, ma è altrettanto giusto che dobbiamo pagare sempre e tutto noi? Questa è un’altra storia, ma ci rifletta cara ministra.

Simona Aiuti

09
Set
16

Pussy depilata sì o no?

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simona aiuti

Esistono diversi tipi di depilazione intima e la scelta è del tutto personale. Bikini line, brasiliana, integrale, fino all’ultima tendenza: la Full-Bush Brazilian. Ogni donna ha la sua tipologia preferita. C’è chi opta per una semplice “aggiustatina”, eliminando soltanto il superfluo, chi sceglie una depilazione più decisa e chi decide di eliminare ogni traccia di pelo, neanche usasse il diserbante

 Negli ultimi anni si è diffusa ampiamente la “Brazilian Wax”, depilazione alla brasiliana, che consiste nell’eliminazione dei peli, ad eccezione di una piccola porzione sul davanti, la cui forma e quantità può variare ed è stata la panacea delle estetiste, con quotazioni arrivate alle stelle. Maureen O’Connor, giornalista del blog del New York Magazine The Cut ha definito la Full-Bush Brazilian l’ultima tendenza in fatto di depilazione intimaimages-1 femminile. Per intenderci, questa tipologia elimina tutti i peli nella parte bassa delle labbra e dietro, ma lascia un “cespuglio pieno” davanti, nella parte alta, un lavoro da decespugliatore insomma.

La depilazione intima totale nota anche come stile Hollywood, consiste nella rimozione totale dei peli presenti nelle zone intime, scelta sempre più dalle donne per motivi estetici e per comodità, in quanto, sopratutto d’estate, è possibile utilizzare qualsiasi tipo di bikini senza il rischio che qualche ciuffetto di peli faccia capolino dal costume. Eppure, sembra che in tal modo ci siano dei pericoli e una correlazione tra la 19696-jacopo_palma_il_vecchio_venere_olio_su_tela_1528_collezione_privatamoda della depilazione intima totale e il rischio di contrarre malattie come funghi, herpes, Papilloma virus (Hpv), verruche genitali e sifilide, poiché in natura i peli pubici trattengono germi e batteri, quindi se ci sono un motivo c’è eccome.

Dunque, tanto per farci del male, esiste la ceretta classica, poi c’è quella al biossido di titanio, ma ora le più richieste sono quelle ottenute secondo una tecnica orientale che miscela acqua, limone e zucchero o anche le cerette naturali a base di ingredienti lenitivi e ammorbidenti come miele, avocado e oli vegetali, insomma per la pussy non ci sono confini di falciatura!

La depilazione trasforma la maggior parte delle donne in vere e proprie “schiave” da ceretta, lametta, crema, e quant’altro. Tuttavia, la cuoricinodepilazione femminile intima non pare essere apprezzata da tutti gli uomini, anzi, al contrario.

Secondo un sondaggio, il 43% preferisce una donna naturale, se non con tutta la peluria, almeno con parte di essa.

Il 17% degli intervistati ha detto di preferire la forma a striscia verticale, tipo pista d’atterraggio, il 15% una forma a cuore e, infine, soltanto il 12% ha detto di apprezzare l’epilazione totale alla brasiliana,images (1) osteggiata da molti, poiché ricorda una donna troppo giovane, infantile.

Insomma, il 43% dei maschi ha dichiarato di apprezzare il triangolo folto, ben definito e rasato giusto per dargli una forma regolare, ma che faccia “donna”. I disegni e le forme più popolari di depilazione per le venusiane, e tra gli uomini, pare siano la striscia, il cuore, il triangolo, le quali indicano che conservare alcuni peli sia più sexy sia non la depilazione totale, che mette a rischio anche di bruciature e irritazioni da sfregamento! E poi l’assenza di peli è collegata all’infanzia.

Ma le estetiste si sa, sono professionali e precise. Per ogni pelo estirpato il prezzo aumenta. Loro vogliono sapere in anticipo come vogliamo farci “conciare”, perché gli appuntamenti sono incalzanti e noi vagine impegnate nella lotta contro la natura pilifera, veniamo stipate una dietro l’altra come galline a covare  in attesa della guerra per abbattere la tirannia del pelo superfluo.

images-6Premetto che io mi sono a lungo concettualmente opposta alla moda della patata glabra, per una serie di ragioni tra cui la principale è che scosciarsi ignude di fronte a una sconosciuta per farsi spalmare cera bollente e farsi strappare via i peli dalla parte più delicata e celata del corpo, mentre magari quella cerca di distrarci raccontandoci dell’ultimo disco dei Modà, è un’esperienza davvero imbarazzante, dolorosa, e quasi preferiremmo andare a fare la spaccata dal ginecologo. Che poi ci sono quelle che ti dicono “Non t’irrigidire” e tu vorresti rispondere “Sì, hai ragione, in effetti sentire che armeggi a cavallo tra piccole e grandi labbra armata di colla e strisce di carta con muscoli da pugile è rilassante quasi quanto estrarre una zanna a una tigre senza
images (7).jpg anestesia”.

Non che le altre tecniche depilatorie siano molto più comode, anche se praticate nell’intimità della nostra casa. Le creme puzzano e lasciano delle aiuole, e poi il mascolino rasoio fa venire voglia d’andare dal barbiere, saltare su uno di qui cavallini e fasi sbarbare, tanto chi meglio di lui?

Poi, per carità, depilarsi l’inguine è importante quanto meno per decenza e per non convivere con la foresta amazzonica, ma la prima volta che ti metti sul lettino dell’estetista per farti depilare tutto, ma tutto, e davvero tutto, hai come la sensazione che ti stiano per fare la colon scopìa e l’istinto di fuggire si fa largo come se non ci fosse un domani o come se avessi alle calcagna i ROS.

E l’estetista ti dice anche: “mettiti a cagnolino”, tu senti chiaramente images-8di stare sacrificando tutta la tua dignità, il femminismo che ti ha lasciato tua madre e anche il caro vecchio buon senso del pudore da mutande di lana che ti ha lasciato tua nonna,  sacrificando ogni cosa sull’altare dell’estetica pornografica, e non sai nemmeno tu bene il motivo per cui lo stai facendo, ed è allora che invochi lo spirito di Patti Smith che non si fa nemmeno i baffi e le chiedi di perdonare la tua momentanea images-9dedizione all’epilazione massificata modaiola, poi per dimostrare che sei moderna, pensi pure di tingerti un ciuffetto verde o rosa, ma desisti poiché dopo i diciotto, la tintura e il piercing lì non sono affatto consigliati, fanno crisi di mezza età!

Poi diciamocelo fino in fondo, dopo una depilazione totale, depilata, fa capolino in noi lo spirito sfrontato di una escort d’alto bordo, ma è solo l’ebbrezza, perché si tratta di semplice zoccolaggine.

In quei momenti fa capolino l’esigenza di legittimare e dare un senso images-10alla rasatura con almeno trenta minuti di cunnilingus, facciamo quaranta, altrimenti perché fare tanta fatica per mettere in ordine una cosa che nemmeno si vede? Poi, per carità, quella fatica la facciamo, perché hai visto mai che inciampi in Javier Bardem  o Benicio del Toro e c’hai l’ortica che cresce selvaggia sull’inguine? Soffriamo, siamo imbarazzate, che si sappia!

Poi si sa, l’uomo è mentalmente è più semplice e quindi noi ci consoliamo pensando che depilandoci totalmente, riuscirà a trovare più facilmente il clitoride, pare che alcuni lo stiano ancora cercando o lo usino come un citofono.

images (14).jpgPerò detto tra noi, all’uomo vero il pelo piace. Perché il sesso più sano è scomposto, spregiudicato, brutale e primitivo, totale, sanguigno e “incolto”. Il sesso migliore ci riduce a pelle e respiro, istinto e sudore, ci avvicina tantissimo agli animali, annienta la consapevolezza e la razionalità. E’ empatico più che estetico. E un vero maschio, di fronte al più succulento dei nostri solchi, non può che pensare al nostro piacere, attraverso il quale sublimare la sua eccitazione. E dovrebbe badare poco, assai poco, a quanto irsuto è il nostro pube, curandosiimages-12 assai più della partecipazione che il nostro corpo manifesta di fronte alle sollecitazioni che ci propina.

E se un abitante del pianeta Marte fa troppo lo schizzinoso, si vede che è confuso, dopo tutto Moana Pozzi e Brigitte Bardot ce l’avevano pelo!

Simona Aiuti




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