Archivio per ottobre 2014

31
Ott
14

Milf, donne in cerca di toyboy e ragazzi in cerca di donne mature!

product_thumbnailcopertinaA quanto pare laconquista del maschio, che a volte ha appena la barba e da poco ha lasciato il liceo, si combatte con il coltello tra i denti, e la concorrenza è agguerrita, tra fanciulle pelle fresca di pesca munite, e matrone che oltre all’esperienza hanno molte altre frecce al loro arco.

Dunque, la sfida si gioca a tutto campo e non c’è esclusione di colpi. La floridezza delle giovincelle è minacciata da quelle che sono comunemente definite “milf”, proprio loro, giunoniche matrone genitrici di prole, minigonne leopardate, tacco dodici d’annata, e un’esperienza fatta da anni di palestra, resort, villaggi vacanza, letture appropriate, figli, ex mariti e corsi di yoga che aiutano il sesso molto più che qualche pillolina.Con l’acronimo di “Mother I’d Like to Fuck”, si fa riferimento a una categoria di donna in possesso di precisi requisiti anagrafici e fisici, che sono l’età superiore ai trentacinque anni, vita un po’ navigata con figli e vita
sentimentale, non si disdegna il ritocchino, ma in ogni caso deve images (14)ricordare almeno un po’ la pin up curvy anni cinquanta.Se voi siete delle “pigne secche” irrimediabili, niente paura, i reggiseni imbottiti e certi accorgimenti fanno miracoli, soprattutto se guidate una bella auto.I luoghi deputati all’incontro con una “milf” sono appunto le palestre, estetiste, scuole frequentate dai figli, o BAR di fronte e la pletora è vasta e variegata.
Si tratta spesso di professioniste con messa in piega da fare invidia alle parrucche di Lady Gaga, che difficilmente

lasciano a casa i tacchi, e spingono in alto scollature e lati B che la forza di gravità comincia a essere un’oimages pinione.Camminano tenendo in una mano lo zainetto del figlio e nell’altra il cellulare, e mentre avanzano, spargono estrogeni e progesterone che nemmeno i coriandoli a carnevale.Per il giovane maschio ci sono molti motivi per scegliere una MILF, ad esempio spesso lei possiede una casa di proprietà, lui non rischia di spezzarle il cuore, l’ha già fatto suo marito, e se escono a cena paga lei, non solo, è contenta di farlo.Per il giovane maschio predatore ventenne, è un vantaggio il fatto che lei possa aver passato l’età fertile perché non c’è rischio che rimanga incinta, in ogni caso sa cosa vuole, non servono molti giri di parole, perché è così disincantata verso le storie serie che di sicuro non vuole intraprenderne una seria con il giovane virgultomaschile.La milf non vuole cambiare il giovane maschio con cui si accompagna, e non lo vuole più maturo. Le basta pixel_shoes (4)che sia giovane e prestante, e al compleanno del suo boy fa puntualmente dei regali costosi e di valore.Ebbene le movenze invitano, le labbra seducono, lo sguardo domina il giovane maschio, e lo sbattere di ciglia verso il potenziale “toy boy” sono fin troppo evidenti. Vuoi perché è così che si fa, e perché sono segnali espliciti d’infocate promesse di ardenti pomeriggi, mentre il figlio è con gli amichetti a fare i compiti.Le aspettative di cotanta takkidonna milf sono importanti, e diventare il centro gravitazionale delle pacche sulla schiena degli amici, per i quali incarnare l’esempio di un autentico stallone di razza non è per niente poco, anzi!Le esemplari di queste mammifere procaci, mordaci e direi pure rapaci, sobillano le fantasie maschili in erba più invereconde e peccaminose, che gli sbarbati, tra un brufolo e una paghetta anelano.Queste donne riescono a sovvertire e ribaltare il normale e virile sistema sensoriale normalmente attratto da bellezze di fresco turgore, cioè pelle di pesca, e scoprono che la “gallina vecchia fa buon brodo” e qualche volta pure la cotoletta.Per confermare che sul mercato le Milf vincono a mani basse, basta considerare che anche l’uomo più maturo non la disdegna, quindi che i giochi abbiano inizio.

Simona Aiuti

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16
Ott
14

Unioni gay e diritti civili

imagesQuasi in tutta Europa ci sono leggi che regolano le unioni civili tra omosessuali e dire che in Italia c’è il Vaticano e non si può fare, forse non è più un’argomentazione plausibile per rispondere a chi chiede e continua a pretendere un diritto, lecito o meno che sia.

Se Papa Francesco ha aperto le sue braccia per dire che non è da buoni cristiani discriminare, allora quanto meno non possiamo continuare a nascondere ciò che non ci piace in cantina.

Forse invece dovremmo prendere esempio dalla comunità gay, ammesso cheimages (1) ne esista una, considerando il fatto che non è sano dividere la società in comparti stagni o in categorie, perché oggi più che mai si batte per ottenere ciò in cui crede e il minimo che possiamo fare è starli a sentire, mettendo da parte quell’atteggiamento d’insofferenza, davanti al quale gli omosessuali sono andati a sbattere da sempre.

Le patrie galere non sono piene di gay, tra loro non ci sono schiere di criminali, violentatori, rapinatori, ma il più delle volte ci troviamo davanti a persone per bene, che lavorano onestamente, pagano le tasse, e hanno il diritto di chiedere di non essere messi da parte, ma pretendono di entrare nel “salotto buono”, essere ascoltati e dire la loro, perché quando vanno a votare, il loro voto vale quanto gli altri.

images (2)Chiediamo moltissimo ai gay, vogliamo che ci facciano vestire in modo glamour, elegante, che al Cinema o a teatro ci facciano divertire, che arredino le nostre case, che disegnino i nostri giardini e andiamo a vedere i loro spettacoli, i loro concerti e ci vantiamo anche di essere loro amici, ma poi..

troppo facilmente dimentichiamo che si tratta di uomini e donne, di persone come noi, che hanno un cuore che gioisce o che soffre.

Eccolo lì l’attore con il viso imbiancato dal cerone e vestito di paillettes, che va in scena ogni sera per fare il suo numero per il nostro divertimento, come un giullare per il prezzo di un biglietto, come quei trans bramati dagli uomini di notte e poi ignorati di giorno.

images (5)Dopo lo spettacolo quell’attore resta solo in camerino o in una stanza d’albergo, non lo facciamo accomodare nel salotto buono di casa nostra, ma lo invitiamo ad andare a mangiare in cucina, in disparte, perché non ci metta in imbarazzo, perché la nostra reputazione non debba soffrirne, e feriamo lui a morte.

Egli ha un cuore, sa amare e soffrire, ha una madre e un padre, sa fare una carezza o tendere una mano e non è un cane rognoso da scacciare alle prime luci dell’alba, poiché egli non è una marionetta da riporre in uno stanzino. Se piange, le sue sono lacrime vere, che solcano il cerone, in rivoli che sembrano squarci sul suo viso, come ferite che restano come cicatrici sui fianchi di una montagna.

Anche lei sembra immobile, eterna, ma è viva, pulsa di vita.

images (6)Quell’attore alla fine dello spettacolo si ripulisce il viso e si asciuga gli occhi e sa di aver guadagnato la sua paga e di non aver rubato niente a nessuno ballando e ridendo, anche se ha la morte nel cuore.

Quell’attore vuole vivere alla luce del sole, sa che non ha bisogno di chi lo incontra per strada e finge di non conoscerlo, dopo avergli giurato amore eterno in una camera d’albergo. Non vuole più condividere delle finte amicizie che si palesano con il favore delle tenebre e svaniscono alle prime luci dell’alba.

A un certo punto ha deciso di rialzare la testa, perché non ha niente di cui vergognarsi, e se ne sente la necessità deve e può pregare come chiunque altro in una chiesa o alzarsi e dire la sua. Forse è arrivato il momento dell’autodeterminazione, e di dire a voce alta che anche lui ha diritto a sedersi nel salotto buono e bere il caffè nelle tazzine in porcellana bianca  e bordino dorato con tutti gli altri.

Non entrerà più dalla porta di servizio, entrerà dal portone principale e sarà uomo o donna, sarà persona.

 Simona Aiuti

10
Ott
14

Leggere fa bene ! Simona Aiuti ebook

Migliorerebbe la capacità di comprendere ‘l’umano sentire’, che cosa le persone sentono, se soffrono o gioiscono, cosa vogliono dirci, e cosa pensano in modo più semplice. Che leggere faccia bene e che nel nostro Paese si legga un po’ troppo poco è palese, anche se il fiorire degli e-book sembra aver dato nuova linfa a questa be

product_thumbnailcopertinalla e salutare abitudine. Ora però sappiamo che i benefici della lettura sono concreti e tangibili, cosa che a volte viene contestata dai pigri. Alcune ricerche di psicologia e di neuroscienze si sono occupate del potere dei libri e dei loro effetti sui rapporti sociali: tra le più recenti, quella realizzata dalla New School for Social Research di New York e firmata da David Comer Kidd ed Emanuele Castano.

Sono stati compiuti cinque esperimenti, grazie ai quali i ricercatori hanno320 estrapolato in modo netto che la lettura di opere di romanzi migliora la cosiddetta “Teoria della Mente”, ovvero migliorerebbe la capacità di comprendere “l’umano sentire”, che cosa le persone sentono, se soffrono o gioiscono, cosa vogliono dirci, e cosa pensano in modo più semplice. Ciò detto, si evince che tutto questo ha un riflesso diretto, veloce e positivo sulle relazioni sociali complesse in cui siamo coinvolti.

La relazione tra romanzi e l’empatia che ci coinvolge con altri soggetti non è una novità assoluta, talché è stata esaminata molte altre volte, ma non in modo scientifico. Ragion per cui, passare da una semplice considerazione da salotto, contestabile o meno, a una conclusione scientifica, avvalora e rafforza il concetto, incoraggiando soprattutto i docenti che cercano di insegnare ai bambini l’abitudine alla lettura.

images (4)Lo studio effettuato nella “Grande Mela”, è stato pubblicato sulla rivista Science e negli U.S.A se n’è parlato moltissimo, un po’ meno da noi, dove la stampa non fa in tempo a uscire dalle rotative, che va di corsa a morire al macero.

Durante la cinquina di questi esperimenti americani, gli autori hanno valutato gli effetti su un campione di volontari, misurando la teoria della mente dei soggetti dopo le diverse letture. La conclusione è stata che chi aveva letto testi di narrativa, considerati quelli con maggiore valore320 artistico/culturale, mostrava punteggi di maggior rilievo. Questa correlazione positiva si spiega con la maggiore complessità psicologica dei personaggi della letteratura narrativa, che permetterebbe al lettore di “empatizzare” e riconoscere il suo mondo interiore.

Dunque la lettura di un romanzo può portare e far letteralmente trasmigrare il lettore con la sua mente nei panni e nelle avventure del protagonista di turno, non solo mentre legge, ma anche nei giorni successivi, e per esperienza posso dire anche molto tempo dopo, e senza dubbio, questa capacità di calarsi nei panni di un altro, anche se immaginario, è fondamentale nel facilitare l’entrare in empatia con il prossimo e migliora le capacità relazionali.

Simona Aiuti

05
Ott
14

“Il senso delle nuvole” Simona Aiuti

1937501_721548534592080_5876272672654383550_nIl senso delle nuvole è un romanzo nato da un’idea del Collettivo “Idra” ovvero realizzare un progetto letterario di gruppo, secondo la filosofia stessa del Collettivo, questa volta, però, spingendosi oltre, senza una trama predefinita, com’è avvenuto per gli altri romanzi pubblicati, ma partendo solo da un personaggio, Olivia, una ragazza affetta dalla sindrome di Tourette.

Il Senso delle nuvole è un progetto e un romanzo sperimentale, che ha subito incontrato l’entusiasmo e la voglia di aderire di molte donne/autrici che hanno dimostrato di saper raccogliere il guanto della sfida, e a quanto pare, sembra che il risultato sia stato eccellente nella realizzazione finale, nella fluidità e nel sentimento che tutte le scrittrici hanno desiderato e voluto fortemente esprimere fino in fondo.

Si tratta di un romanzo certamente sperimentale, ma nella realizzazione è un prodotto editoriale come ogni altro, fruibile sia in e-book che in cartaceo, presente e acquistabile nel web per i più tecnologici e moderni19a1c7e86e90daca6229c20594beaad7 muniti di kindle, oppure in cartaceo, anche nelle librerie tradizionali.

Il senso delle nuvole sarà a Roma nella libreria Nero su bianco, e all’Argonauta. A novembre sarà  al Pisa Book Festival, e infine alla fiera di ROMA (Più libri più liberi) dal 4 all’8 dicembre.

Le autrici che si sono succedute ne Il senso delle nuvole, passandosi la staffetta e guidando a turno il camper di Olivia, una ragazza speciale, bella, simpatica, intelligente e con un cuore pieno di sentimenti che cercavano il modo di uscire e avvolgere i luoghi e i colori circostanti.

Le donne che hanno scritto questo fantastico progetto, passandosi il testimone, capitolo dopo capitolo, proprio come in una staffetta, facendo 8ae5928900220647bcf95fb0f2f916b5evolvere la storia secondo le proprie idee e la propria sensibilità, hanno delicatamente e con estrema sensibilità trasformato e paradossalmente controllato la “sindrome di Tourette” convivendoci, dimostrando che ognuno di noi può avere qualcosa di strano, di anomalo, un difetto, una caratteristica, qualcosa che ci differenzia, che ci rende speciali, unici in qualche modo e non per questo bisogna sentirsi inadeguati o ”strani” come spesso i mass media vorrebbero farci sentire, spingendoci ad omologarci.

Quel qualcosa che ci rende unici potrebbe anche diventare il nostro punto di forza, perché no?

Olivia alza la testa, scuote i suoi bellissimi riccioloni biondi, corre, prende il coraggio a due mani e si prende la sua vita con coraggio, perché sa bene che nessun altro la vivrà al posto suo e nessun’altra7c345713b83bfa182ba42f20f1557e54 ragazza dovrà prendersi il suo amore.

“IDRA” è un laboratorio-palestra dove tutti si sono messi in gioco, mettendosi a disposizione del collettivo, per cercare di raggiungere il comune obiettivo tenendosi per mano.

Credo sia bene ricordare che Tim Shriver, presidente dei “Giochi olimpici speciali, chiama le disabilità, le “diffabilità”, in altre parole le abilità differenti, e forse è un punto di partenza per affrontare con lo spirito giusto ogni problema, smontandolo e rimontandolo per renderlo un trampolino di lancio.

Simona Aiuti




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