Archivio per gennaio 2013

26
Gen
13

Juventus Stadium non è razzista!

320Da tempo stanno rimbalzando sui blog, twitter e vari social, le lamentele, gli attacchi e le illazioni riguardo al razzismo presunto dei tifosi juventini.

Il razzismo però non è una bazzecola, ma qualcosa di molto serio e complesso che non appartiene a una delle tifoserie più importanti a livello mondiale.

Se i tifosi del Sud e napoletani nel caso specifico hanno udito dei cori irriverenti nei loro confronti, è altrettanto vero che li hanno restituiti al mittente e hanno risposto con la stessa moneta. Noi tifosi però siamo anche smaliziati, e non c’è sfuggito che fare tutto questo rumore a destra e a manca su presuntiRosetta-Combi-Caligaris cori razzisti di matrice juventina, non ha altro che il fine se non quello di far squalificare lo Juventus Stadium.

Non bisogna dimenticare che la Juventus è la squadra degli emigranti, dei siciliani, pugliesi, calabresi, di coloro i quali negli anni cinquanta e sessanta volevano andare a Torino per vedere la Juventus, la signora del calcio.

Gli juventini sono lombardi, romani, campani, vengono da ogni regione, per non parlare di quelli giapponesi, canadesi, africani, insomma la Juve ha tanti colori, tante religioni, e chissà quante idee politiche, quindi di cosa stiamo parlando?

ALE-JUVEEEE_normalRicordiamo Baggio buddista, LeGrottaglie cristiano di regola strettissima, calciatori di colore che hanno amato e che sono stati riamati da noi, come ora Paul Pogba e quando lui esce in campo, si canta l’inno in cui il facchettibianco abbraccia il nero.

Dobbiamo anche notare che in passato alcune squadre sono state graziate riguardo cori irriverenti, invece la Juve è nel mirino, si preme, si calca la mano e si cerca di portare la Federcalcio a prendere di mira proprio lo Juventus Stadium e la cosa non ci piace affatto.

Non pensiamo di poter essere male giudicati se diciamo che con tutto quello che è accaduto in questi anni, la FIGC è in debito con la Juve e deve risarcire, non solo in senso pecuniario.

Noi siamo per il rispetto di tutti, siamo tanti, tantissimi, e tra noi ci sono innumerevoli645_b bambini, per il tifo vero e non abbiamo ancora usato mezzi e mezzucci per tentare di far squalificare un campo rivale, ma non nemico.

Ci dispiace notare che nessuno però si è preso la briga di spendere due parole sui ripetuti insulti, e sulle ingiustizie palesi e lampanti contro la Juventus e i suoi tifosi e questo ci addolora, poiché amiamo il calcio e lo difenderemo sempre.

Simona Aiuti

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18
Gen
13

Unioni gay, diritti dei gay…

download (4)Essere delle persone per bene, essere italiani e essere cristiani cattolici, dovrebbe sempre essere anche sinonimo di tolleranza, rispetto dell’altro, e dovremmo anche essere sempre i primi a correre in soccorso di chi è discriminato e in difficoltà, eppure non è affatto così.

Ogni giorno ci vantiamo d’avere amici gay, diciamo di adorarli e ci circondiamo di tutta quell’auraproduct_thumbnail (2) d’eleganza, moda e gusto che costoro ci cuciono addosso come il più bello degli abiti. Gli omosessuali pagano le tasse, non hanno alcuna incidenza nella criminalità del paese, ci regalano gradi film quando fanno i registi, ottima musica se sono musicisti, abiti tra i più strepitosi al mondo, opere teatrali, danza, pittura, architettura, lettera ruta eppure questi amici e fratelli, costoro che hanno il nostro stesso sangue, non possono accedere al salotto buono, ma li lasciamo in cucina, a mangiare in un angolo, perché tanti di noi, non li ritengono davvero persone di serie “A” , lasciandoli in disparte, arrogandoci il diritto di decidere cosa possono o non possono fare e che diritti hanno e cosa gli si possa concedere.

Non possono accedere al taglio della torta, non possono brindare con noi tra cristalli e broccati, ma la cameriera gli porta una fetta di dolce in cucina e gli si fa capire che quello è il loro posto.

matrimonio-gayEppure, questi uomini e queste donne ridono come noi, piangono proprio come noi se il loro cuore viene ferito, e soffrono nel loro amor proprio se vengono discriminati e lasciati a mangiare in disparte in cucina.

Costoro,

Costoro che diciamo di adorare come i nostri migliori amici, li lasciamo vivere ai margini della società, e sono  Infatti, l’Olanda è stato il primo Paese europeo ad accettare questo tipo di unione.

Dal 1° Aprile del 2001, oggi, a distanza di 5 anni, gli 8.127 matrimoni celebrati tra coppie di gay o lesbiche sono un fenomeno che sta andando progressivamente calando  per lo smaltimento degli aspiranti che da tempo aspettavano la legge e che non sembra aver portato alcuna disgregazione della famiglia!

sposi-gay

 Tanto è vero che è stato nominato proprio in Olanda, il miglior padre dell’anno, Paul de Leeuw, il noto cabarettista e cantante, gay dichiarato.

 Simona Aiuti

 

13
Gen
13

Le donne e il sesso

Reggicalze-rosso-guepiere-in-pizzo-lingerie-SEXY-SHOP-INTIMO-20121106154928Nell’Italia di oggi, il sesso per gli uomini non è sempre vissuto con serenità. Due maschi italiani su tre, tra i 20 e i 40 anni, hanno pro­blemi sessuali, e di questi, almeno la metà va dall’andrologo, mentre gli altri fanno i conti con eiaculazione pre­coce, deficit erettile, mancanza di li­bido e infertilità. Sono sempre più numerosi i pa­zienti che si rivolgono allo specialista perché os­sessionati dall’ansia da prestazione, insomma, la paura d’inadeguatezza è molto presente. Stiamo parlando di giovani uomini di cultura media, con alle spalle una gran quantità di storie finite e quindi alla ricerca della soluzione dei loro problemi, anche se poi nell’80% dei casi le dimensioni rientrano nella norma dell’uomo mediterraneo.

La diffusa pornografia, la vi­sione di film hard e siti porno, svilup­pano nei giovani una visione del sesso distorta, con prestazioni che sono possibili solo con attori dopati di testosterone e simili.

Ma il sesso, in un normale rapporto di cop­pia, non è quello dei film e del web.images Da qui comincia la depressione da insoddisfazione sessuale: il maschio si scopre diverso da certi modelli e si sente inadeguato.

Molti giovani però si ritrovano ad avere dei problemi sessuali a causa del diffondersi di errate abitudini di vita, come alimentazione ipercalorica, sedenta­rietà, fumo, alcool e di conseguenza c’è una conseguente cre­scita di casi di diabe­te, ipertensione arteriosa e cardiopatie, che sono nemici di una sana sessualità.

Tutto ciò denota per lo più una grande insicurezza del maschio, poiché leproduct_thumbnail (1) donne italiane vivono con molta più serenità il rapporto con il partner, e ciò emerge in modo chiaro da una importante ricerca europea.

L’indagine condotta intervistando14 mila donne distribuite in 14 Paesi del mondo, tra cui Turchia e Arabia Saudita, prende in esame un campio­ne rappresentativo della popolazione maggiorenne.

Sembra che le italiane diano al sesso un’importanza significativa nell’82% dei casi, contro un 75% della mediaeuropea. Ciò che rende importante i rapporti sessuali, per le nostre connazionali, è soprattutto il fatto che migliorano e consolidano la relazione nella maggior parte dei casi, mentre la rassicurazione di esse­re attraente per il proprio partner rende serene.

Dalle interviste emerge anche una netta differenza tra la soddisfazio­ne che le italiane hanno della propria vita sessuale, e lo stesso dato ricavato negli altritacchi_a_spillo Paesi. Una buona parte delle europee non ha mai desiderato una vita sessuale migliore di quella che già vive.

Le italiane inoltre sono al primo posto per quanto riguarda l’attività sessuale. Il 59% delle nostre conna­zionali ha rapporti sessuali almeno una volta alla settimana, e sono segui­te dalle donne della Repubblica Ceca e dalle tedesche con appe­na dieci punti in meno.

Sull’aspetto da migliorare nel rap­porto sessuale della coppia, invece, i pareri sono per una volta unanimi: la componente più importante è la co­municazione con il partner, l’emotività e la parola magica tanto temuta dal maschio, ovvero “amore”.

Ciò che contraddistingue maggiormente gli italiani dal resto d’Europa è un diverso gusto della vita. Quando mangiamo o parliamo ci mettono cuore e corpo, figuriamoci quando facciamo l’amore.

La maggior parte delle “venusiane italiche” dice di preferire un partner nostrano, infatti, messi ai voti gli amanti stranieri, gli italiani vincono, staccando gli latri con un buon margine.

Sembra però che le donne italiane non riescano proprio a scindere il romanticismo dal sesso, ostinandosi a volere tutto mescolati in una ricetta che dovrebbe portare al grande amore.

Quindi gli innamorati vanno tutti a farsi benedire da San Valentino, poi una capatina a Verona, passando per la residenza di Francesca da Rimini. E se la tradizione non basta, ci si mette un nuovo rigurgito cinematografico con il Baciorisultato che tra poco il ponte Milvio crollerà sotto il peso dei quintali di ferraglia, che sotto forma di lucchetti, un po’ alla volta stanno facendo crollare i lampioni a cui sono stati bloccati in pegno d’amore!

Venezia, Capri, Verona e Firenze sono il quadrilatero rosa degli innamorati, con buona pace di Perugia, che anche se non è nominata, incassa moneta sonante con milioni di baci al cioccolato.

Gli uomini fanno molta fatica a fare i romantici, considerando tutto il “rosa” una enorme sciocchezza, ma per le donne non è proprio così e fanno fatica a far l’amore senza amore.

La qualità della cornice è importante, ok, ma veniamo pure al prosaico “quante volte”: gli italiani dovrebbero dormire sonni tranquilli, poiché le venusiane si ritengono piuttosto soddisfatte.

Gli europei, in media, ritengono che la dose ideale di sesso alla settimana è traproduct_thumbnail (2) le due e le quattro volte. Ma tra chi aumenta a cinque e più le performance, svettano i greci con un 24%, seguiti da ungheresi, russi, americani. I più svogliati sono i cechi, svedesi, tedeschi, danesi e finlandesi che denunciano un amplesso o anche meno ogni sette giorni.

Questioni culturali, invece: i giovani europei imparano di sesso dagli amici per lo più nel 32% dei casi, poi dalla tv e dai media, e solo il 26% dai genitori, rimasti modelli educativi per un 37% di tedeschi.

Sparpagliate nei frammenti di questo discorso amoroso, due schegge: il tradimento, sul quale gli europei dicono di poter chiudere un occhio in alcune circostanze, è decisamente mal digerito in Turchia, Svezia e, incredibile, in Francia. I più laici, e anche qui qualche sorpresa, accanto agli evoluti finlandesi e britannici ci sono i greci

Simona Aiuti




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