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Le nuove intercettazioni con Moratti e Meani. Calciopoli continua! – di Simona Aiuti

 
Moratti
 
 

 

‘E’ arrivato il momento di scoprire il calderone su Calciopoli e non accettiamo più di vedere davanti alla legge sportiva e non, figli e figliastri. A costo di decimare il calcio italiano, bisogna lavare i panni sporchi in piazza’

 

di Simona Aiuti

I legali di Moggi che non stanno a guardare e fanno il loro lavoro, hanno fornito nuove intercettazioni che riguardano tra gli altri alcuni dirigenti di Inter e Milan come da giorni ormai si sa. Solo che la stampa e la rete ne parlano pochino. Il programma “La Juve è sempre la Juve” invece dà un’informazione corretta, pulita ed onesta al riguardo e non possiamo non apprezzarlo.

Il 13 aprile potrebbe essere la data chiave per il processo e anche per vedere in una luce più chiara le vicende calcistiche. La difesa dell’ex d.g. della Juventus chiederà al tribunale di far trascrivere le telefonate dalla procura e acquisirle agli atti.

E’ arrivato il momento di scoprire il calderone su Calciopoli e non accettiamo più di vedere davanti alla legge sportiva e non, figli e figliastri. A costo di decimare il calcio italiano, bisogna lavare i panni sporchi in piazza! Le interviste dell’avvocato di Luciano Moggi e le attuali richieste risarcitorie di Del Piero nei giorni scorsi avevano lasciato intuire la possibilità di una rilettura del processo Calciopoli; proprio ciò sta avvenendo.

La difesa di Luciano Moggi ha annunciato di avere in mano documenti importanti, intercettazioni che non sarebbero state considerate nel processo, quindi omesse; in presenza di elementi interessanti, invece, il fascicolo doveva essere aperto. In rete è spuntata un’intercettazione che riguarda una telefonata tra l’ex designatore Bergamo e Massimo Moratti piuttosto interessante.

Al Processo di Napoli si profilano quindi elementi per clamorosi colpi di scena, facendoci intendere che qualcuno per anni ci ha raccontato la mezza messa. Non era solo la Juve dunque a contattare i designatori, ma era costume comune e ci sono telefonate di Galliani a Pairetto e di Moratti e Facchetti a Bergamo, il cui contenuto non è ancora noto; ma perché ci domandiamo, queste persone interessate dei fatti, sapendo d’aver alzato la cornetta, non si sono mai autodenunciate in questi anni se si proclamano paladine della giustizia? A pensar male si fa peccato però ci si indovina!

Dunque mentre la “scrupolosità” delle indagini del tenente colonnello Auricchio scricchiola sotto la lente d’ingrandimento della difesa, a Napoli si attendono gli altri pezzi da aggiungere al mosaico.

Gli uomini della difesa di Moggi hanno pazientemente scavato nell’immenso corpus di oltre centomila intercettazioni telefoniche, come base dell’indagine di calciopoli, e sono spuntate tra l’altro, circa cinquanta chiamate intercorse fra Adriano Galliani e Pairetto dal novembre 2004 al maggio 2005.

Ci sono una serie consistente di chiamate dello stesso Galliani a Bergamo nella settimana precedente a Milan-Juventus; scontro diretto decisivo per lo scudetto. Non è ancora noto il contenuto delle telefonate, che potrebbero essere messe in gioco nella prossima udienza e cambiare ulteriormente lo scenario del processo di Napoli.

Secondo l’accusa, infatti, esisteva una cupola con a capo Moggi e Giraudo che condizionava gli arbitri fin dalla designazione di questi.

Le nuove intercettazioni, relative agli anni 2004 e 2005, riguardano conversazioni telefoniche che il designatore arbitrale Paolo Bergamo, tra l’altro sanzionato dalla giustizia sportiva, e ora sotto processo a Napoli, ebbe con i vertici dell’Inter ovvero Massimo Moratti ed il defunto Giacinto Facchetti e con l’addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, anch’egli già sanzionato dalla giustizia sportiva.

Tra le nuove intercettazioni c’è anche una conversazione tra Meani e l’attuale designatore degli arbitri, Pierluigi Collina, da sempre “prima donna” del calcio italico. La Federcalcio, in merito a Collina, ha scelto la linea dell’attesa fino ad ulteriori sviluppi. Se spuntassero altri condizionamenti da parte d’altri dirigenti, lo scenario muterebbe in modo sostanziale. Ma le nuove telefonate potrebbero far inquadrare in modo diverso anche il processo sportivo, durante il quale queste telefonate non furono prese in considerazione.

A Napoli tutti attendono, poiché dovrebbero comparire anche delle telefonate fra l’allora presidente dell’Inter Giacinto Facchetti e Paolo Bergamo, e ci sarebbero anche delle telefonate di Bergamo a Massimo Moratti interessanti, sempre nel periodo novembre-maggio, nate dalle lamentele del patron nerazzurro per alcuni errori arbitrali subiti dall’Inter.

La Figc, prima di prendere posizione circa i contenuti delle nuove intercettazioni, diffuse dai legali di Luciano Moggi, aspetterà l’udienza in programma a Napoli il prossimo martedì. Per ora il Procuratore federale Stefano Palazzi si è limitato ad aprire un fascicolo.

Sui nuovi atti, in sede di giustizia sportiva, potrebbe tuttavia gravare la possibilità della prescrizione, ma gli sportivi questa parola non vogliono proprio sentirla; infatti, se ci sarà una parvenza di prescrizione, ci deve essere anche un solido risarcimento per chi ha vinto gli scudetti sul campo!

Di circa 600 chiamate, rispetto ai 15mila contatti che sono stati ricostruiti sinora, se ne chiederà la materiale sbobinatura. Tra quelle che finiranno nel dossier da porre all’attenzione del giudice Casoria di Napoli, c’è quella registrata il 25 novembre del 2004, tra Gennaro Mazzei, collaboratore dei designatori arbitrali, nella designazione dei guardalinee, e il presidente dell’Inter, il grande Giacinto Facchetti, scomparso nel settembre del 2006. Nessuno vuole denigrare la memoria di Facchetti, sia chiaro, ma non ci si può nascondere dietro il fatto che sia scomparso per non dire la verità.

Simona Aiuti


2 Risposte to “Le nuove intercettazioni con Moratti e Meani. Calciopoli continua! – di Simona Aiuti”


  1. Maggio 14, 2011 alle 11:58 PM

    Che ne direbbe di evidenziare questo articolo di Franco Rossi, unito alla famosa lettera al.cipe?

    ————-

    massimo moratti Corruttore Atavico, falso e Bugiardo patologico
    fa lo sciacallo anche sul letto di morte!
    ———————————————

    “Caro Cipe,
    non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
    Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
    Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.

    Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce – e con l’espressione di chi ti vuole bene – dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.

    Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
    Fantastico.
    Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe.

    Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare. Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

    In vita giacinto facchetti, un uominicchio di animo cattivo, servo ideologico e materiale di un ricco-scemo-capace solo di corrompere-credendo che tutto gli sia dovuto.

    ——————–

    Zitto – l’amico ti ascolta

    di Franco Rossi Cari nemici e amici,
    recentemente Moratti ha detto che non sa se Mancini potrà tifare Inter: ne ho sentite tante di frasi volgari, ma questa le supera tutte. Mancini ha vinto sette trofei in una società nella quale, con Moratti presidente, nulla era stato vinto sino al suo arrivo, se non una Coppa Uefa sulla quale pesa il macigno di un arbitraggio (quello di Lione) che definire scandaloso è poco. Qualche tempo dopo quella partita circolavano voci inquietanti su una strana valigetta colma e ricolma di soldi, voci che lo stesso Moratti volle controllare. Si era sparsa la voce che l’Uefa avesse aperto un’inchiesta dietro la soffiata di una società italiana e Moratti diede incarico di verificare tale voce. All’epoca non imperava in casa Inter il “potere telefonico” emerso in maniera devastante qualche anno più tardi. Un potere che, casualmente, si è sempre ritorto a favore della società nerazzurra culminato con le ultime intercettazioni a Mancini, intercettazioni usate dall’Inter (in un comunicato stampa delirante) per sputtanare proprio l’allenatore. Moratti con i suoi allenatori ha avuto sempre rapporti conflittuali. Dopo una settimana dall’ingaggio di Simoni, voleva rompere il contratto per via di una intervista concessa alla Gazzetta dello Sport nella quale Simoni diceva: “Avrei voluto Boghossian”. Una settimana dopo essersi accordato con Lippi, prima ancora della presentazione ufficiale, incontrai il presidente dell’Inter all’uscita del ristorante Santa Lucia. Mi chiese cosa ne pensavo dell’ingaggio di Lippi e francamente gli risposi così: “Lei dopo l’arbitraggio di Ceccarini disse che la Juve vinceva grazie agli arbitri: allora perchè di quella squadra ha preso proprio l’allenatore che di meriti, sempre secondo le sue parole, ne aveva pochi? La replica di Moratti fu: “Si si, ha ragione , Lippi è un debole…”. Il capitolo Zaccheroni è stato penoso con Facchetti che lo dichiarò confermatissimo quanto Moratti si era già accordato. E per non sputtanare Facchetti a Zaccheroni venne offerta una liquidazione da primato per dimettersi. Nel 2002 con Mancini allenatore Moratti si accordò con Capello. Moratti fu costretto, a causa di Calciopoli, a fare marcia indietro e mi raccontò cosa fece per tacitare Capello: “Ho mandato mio figlio in Svizzera e ha messo tutto a posto con grande intelligenza”. Mancini è rimasto all’Inter vincendo ma sempre inviso a quasi tutta la società. Dopo un derby vinto 4-3 ma che poteva finire in goleada senza l’espulsione di Materazzi se la prese con Mancini dicendo a più persone, me compreso: “Quello là ha sbagliato i cambi anche stasera…”. Nello scorso settembre Mourinho fu licenziato dal Chelsea e pochi giorni più tardi Moratti andò a Londra per contattarlo e accordarsi. Moratti non sa se Mancini potrà tifare Inter? Nemmeno senza valigette, accordi in Svizzera e intercettazioni? 23.08.2008 00.00 di Franco Rossi
    * Il blog di Franco Rossi 23.08.2008


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