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23
Set
15

Mis Italia attapirata

alice-sabatini-5Sarà un po’ difficile difendere la giovane Alice Sabatini, forse ingenua, culturalmente molto acerba, anzi, embrionale nella formazione scolastica, lei che si presenta come marmo mai scalfito da scalpello di scultore!La neo Miss Italia, secondo il televoto o tele qualcosa, eletta la più figa del nostro paese e qui qualche riserva già l’avrei. Sì, Miss Italia, quel terribile residuato di una cultura televisiva pecoreccia, ripudiato dalla RAI, e declassato su La7, che generalmente ha un target culturale un tantinello più altino, o forse ultimamente si è fatto alticcio? Il concorso è vecchiotto nel suo significato, la gente lo sente, e ora si riempie di modelle, #tatuatechediociaiuti.

La sventurata e direi vagamente svampita fanciulla, che dire bellissima perimages (2) me è un bell’azzardo, ha purtroppo fatto una dichiarazione infelice, forse uno scivolone esagerato, fuori luogo, e proprio durante la trasmissione che l’ha incoronata, e che l’ha resa immediatamente bersaglio dal web il quale ha fatto di lei “carne di porco”.

E come avrebbe potuto essere diversamente, visto che ha esternato una minchiata apocalittica?

Il caro vecchio, tarchiato e incanutito e frollato Claudio Amendola, le ha chiesto in che epoca avrebbero avuto piacere o curiosità di vivere, potendo scegliere, tra tutte le epoche della storia del mondo, compreso il giurassico in cui tutti erano analfabeti, e credo le sarebbe andata benissimo, di lusso.

images (22)La nostra eroica Alice, chiamata a rispondere per prima, “peste la colse”, risponde sorridendo come una ignara jena ridens, e non si sa perché, che lei avrebbe voluto vivere nel 1942. Tutti restano esterrefatti. Però lei, audace, forse svampita, probabilmente piena diimages (1) quell’ubiacatura di chi non sa nemmeno perché si trova lì, argomenta dicendo che siccome a scuola sui libri si leggono pagine, e pagine, e pagine sulla seconda guerra mondiale, allora lei avrebbe voluto vivere quell’epoca, così, per vederla questa benedetta seconda guerra mondiale, che sarà mai, tanto come donna sarebbe stata a casa a fare la calzetta, mica con un mitra in mano su una montagna!? E già, la cara ragazza, giovane virgulto che imagessicuramente imperverserà in video nei prossimi anni, tutte queste pagine, e pagine, le avrà viste, tralasciando di leggerne e studiarne qualcuna.Aveva l’aria di quel paesano che dice all’emigrante che torna in vacanza: “allora, come sono queste tedesche”? Sottolineando tutto con quello sguardo ammiccante e bonario al tempo stesso.Rideva la fanciulla, mostrando una bella dentatura, ignara del mondo che continua a girare, pensando forse al prossimo tatuaggio da farsi sull’altra coscia, con le cellule cerebrali a rimbalzare da una parete all’altra del suo cranio, scivolando miseramente.

Sono molte le cose che la pulzella ignora, tra cui il fatto che le donne italiane altroché se hanno fatto la guerra, facendo la staffetta come Tina Anselmi, per nominarne una ben nota, oppure imbracciando il mitra come partigiane, facendo i salti mortali per dar da mangiare ai figli con tutto razionato, o addestrandosi come le ragazze della Repubblica di Salò. Mille sono state le attività delle donne in quegli anni, comprese quelle lasciate dagli uomini per andare al fronte, come guidare il tram, o il camion.

Probabilmente ora nella giovane mis Italia, discretamente bella, come può esserlo un bel cotechino a Natale per uno che sta in dieta, dovrà solo preoccuparsi di sorridere, noi però ci prendiamo il diritto di guardare altrove.

Simona Aiuti

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15
Set
15

Calciopoli, motivazioni, veleni, scandali e si continua…

Le motivazioni della Corte di Cassazione sembrano non tenere conto del processo d’appello. Forse Moggi è colpevole? Allora perché non è imagesstato provato dal dibattimento? Perché nessun testimone l’ha inchiodato? Perché nessuno dei tanti interrogati l’ha accusato? Ricorrerà alla corte europea di Strasburgo, e la storia continua.Le motivazioni della sentenza risultano caustiche nei confronti degli imputati, ormai prescritti e archiviati. Moggi viene riconosciuto il capo e manovratore dell’intero calcio italiano di quegli anni, ma se aveva una squadra dal calibro altamente superiore alle altre, che bisogno ne aveva?

Perché Luciano Moggi ancora oggi è definito il Boss di quel calcio? Forsehqdefault (2) perché aveva dimostrato di essere il più bravo, perché era astuto, competente, perspicace e perché come egli stesso ha sempre detto, conosceva tutti nel calcio italiano, ma davvero tutti e non l’ha mai nascosto? Forse perché con un titolo di terza media è arrivato ai vertici bagnando il naso a tutti, e diciamocelo pure, è questo che brucia!?

Chi seguiva il calcio in quegli anni e nega questo, mente sapendo di mentire. Moggi era abilissimo, a far piaceri e a coltivare amicizie, e tutti, dico tutti, avrebbero fatto carte false per entrare nelle sue grazie. Era il Richelieu del calcio nostrano e nessuno può negarlo.

Se è vero che aveva molto potere, in anni e anni di processi e interrogatori, perché nessuno ha mai detto d’aver sofferto la sua pressione o di essere stato da lui condizionato? Perché una volta sceso dal piedistallo, privato del suo presunto potere, nessuno ha puntato il dito, neanche fosse stato Don Vito Corleone!?

Da lui non è mai stata trovata una gara comprata, mai un arbitro ha detto che Moggi gli ha chiesto di fare questo e quello e allora in base a cosa si definisce questo “strapotere”? Dopotutto Zidane e Del Piero, Buffon, Cannavaro e compagnia bella in campo vincevano con i loro piedi, o ricordo male? Abbiamo vinto un mondiale con questi uomini o la memoria mi difetta?

hqdefault (3)Qualcuno dice che di sicuro in questa situazione la Juventus nonostante fosse una super squadra, ci ha guadagnato, e come, se ingiustamente e indebitamente fu mandata in serie B in cinque minuti?

Allora vogliamo dire per l’ennesima volta che Calciopoli è stata un’inchiesta parziale, ingiusta e falsata? E proprio questo, negli anni, ha lasciato aperta la discussione, ha acceso gli animi, soprattutto quando sono emersi i veri colpevoli mai processati e quindi mai nominati in queste motivazioni della Cassazione.

Le indagini, è bene dirlo, sono partite da un nemico di Moggi che ha indirizzato il lavoro delle forze dell’Ordine. E’ apparso subito chiaro, per chi conosceva nei dettagli le dinamiche del calcio di allora, che dalle intercettazioni rese note mancavano dei personaggi molto influenti, uomini chiave di squadre molto importanti, soggetti insospettabili che ancora oggi godono di un’immunità incredibile. Nonostante siano poi venute fuori 171.000 intercettazioni di certo non bianconere, con frasi inequivocabili, richieste e favori, si è continuato a martellare Moggi e non si è indagato in altre squadre, che erano inferiori alla Juve e quindi avevano anche l’interesse a trovare un qualunque modo per vincere, anche implorando di “metti dentro Collina”!

Se ci fosse stata una vera indagine a tutto tondo in grado di ripulire veramente il calcio, le cose sarebbero andate diversamente, invece si è voluto colpire Moggi.

Leggendo le carte si trova ogni nefandezza, come risultati sbagliati, partite fatte vincere alla Juventus secondo l’accusa, in realtà perse. Persone scambiate, giocatori in campo in realtà squalificati.

Ciò che è emerso tardivamente, grazie a uomini come Nicola Penta, che definisco lo “sbobinatore”, o il rivelatore, riguarda l’Inter e le telefonate di Facchetti, che pur essendo molto rilevanti e oggettivamente molto più di quello che si trovò su Moggi, si è scelto di lasciar correre.

Una recente sentenza racconta che il compianto presidente dell’Inter parlava con gli arbitri, sapeva le griglie prima di Moggi, azioni non giustificabili dal punto di vista legale e morale.

Incredibilmente, dati alla mano, Moratti ha detto più volte che lo scudetto del 2006, assegnatogli dall’interista Guido Rossi è un risarcimento, ma per cosa? Per non essere riuscito a vincere contro Moggi che era più bravo a ingaggiare i calciatori migliori?

Tuttavia, ora le sentenze, le intercettazioni e le dichiarazioni in aula hanno dimostrato ben altro. Ricordiamo a Moratti la causa persa contro Ferruccio Mazzola, il quale in un suo libro rivelò cosa accadeva negli spogliatoi dell’Inter

Simona Aiuyti

01
Set
15

Immigrati: quante verità in Africa dove imperversa la dittatura?

E mentre noi italiani fatichiamo da anni, chiedendo inutilmente una mano

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Simona Aiuti

all’Europa, protestando e facendo notare che il “problema” è europeo, con Germania, Inghilterra e Francia che facevano spallucce, ora proprio ora, che costoro stanno “assaggiando” un po’ di questi guai direttamente, sono loro a reclamare aiuti al più presto.Le nostre forze della Marina Militare sono impegnate giorno e notte a salvare barconi in difficoltà, a volte pieni di cadaveri, mentre i centri di prima accoglienza sono al collasso e gli enti locali obbligati a ospitare migliaia d’immigrati in situazioni locali che si sono fatte bollenti come polveriere.

Ironia della sorte, molti presunti disperati, dicono che pasta e carne non vanno bene e non solo li rifiutano, ma li cestinano! Abbiamo ancora davanti agli occhi le foto scattate al Centro di primo soccorso di Pozzallo: cassonetti della spazzatura stracolmi di decine e decine di portate di cibo ancora avvolte nel cellophan che hanno fatto tremare i polsi agli italiani.

Psta, carne e frutta: tutto pagato dai contribuenti e finito nell’immondizia. Ma questa gente non era disperata e affamata? E se in Italia si mangia così

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immigrati che buttano via il cibo

male, perché ci hanno fatto l’ono di farci visita a carico nostro? Rifiutano alberghi se non c’è la rete libera cui connettersi e perché? Devono parlare con i parenti in ogni momento? Non sarà invece che c’è una strategia dietro? Non sarà invece che chiamano altri migranti perché in Occidente hanno tutto ciò che gli serve e gratis?

L’accusa di razzismo direi di rimandarla alla svelta al mittente, poiché noi italiani siamo sempre stati un popolo di viaggiatori e migranti, ma ci siamo sempre adattati, abbiamo viaggiato alla luce del sole, e siamo entrati in paesi come gli Stati Uniti in modo controllato, messi in quarantena, perché chi ha bisogno e voglia di lavorare non fa tanto lo schizzinoso.

atti vandalici ad opera degli immigrati

atti vandalici ad opera degli immigrati

Come possono i nostri politici, pensare solo lontanamente che ignorare le guerre civili, e le varie dittature africane, possano portare a qualcosa di buono. Omar Hasan Ahmad al-Bashir, Presidente del Sudan, il più grande Stato africano, tristemente celebre per il fatto di essere stato teatro di una guerra civile che ha dilaniato il paese per venti anni, causando due milioni di vittime e quattro milioni di profughi non è un problema risolto.

Oppure Robert Mugabe l’attuale leader del partito Zimbabwe African National Union (ZANU), dal 31 dicembre 1987 Presidente della Repubblica dello Zimbabwe che pare abbia impedito l’arrivo di aiuti umanitari anche a paesi confinanti con cui è sempre in guerra.

In Siria quattro anni di guerra, prima tra i ribelli e il regime di Bashar al-Assad, poi l’avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico stanno provocando un’emorragia umana.

Il capitolo Medio Oriente poi, tra ISIS e guerre civili mai sopite in Somalia, Eritrea, ridotte all’osso, è una ferita aperta da cui tracima gente che fugge a frotte, persone di cui gli inglesi si accorgono, solo quando si trovano costretti a difendere il canale della Manica!

Un muro, un po’ di filo spinato e tante chiacchiere non fermeranno questa gente dal fuggire. Perché un dittatore viene fatto capitolare e tanti alti no? Non sarà invece che si sta proteggendo interessi economici da qualche parte? Mbasogo, presidente della Guinea Equatoriale che sguazza nel denaro dei petrolieri americani e il suo popolo affoga nella povertà.

Simona Aiuti

30
Ago
15

VIP che vogliono andare a svernare da Don Mazzi

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Simona Aiuti

Strana estate questa, fatta di VIP indagati, diventati divi dell’etere che come nel caso della “coppia dell’acido” chiede addirittura di essere affidata alla comunità di Don Mazzi, essì, una pena durissima per una coppia di criminali che dopo aver rovinato la vita di un ragazzo, pensano di cavarsela con un padre nostro e un’ave Maria e alè! Non mollano sul figlio e solo Dio sa cosa ne farebbero. Qualche casalinga si è commossa, ma siamo seri, chi affiderebbe un neo nato a due tizi che per purificasi, devono lavare la gente con l’acido?

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il seno rifatto non entrava nella foto

Avranno pensato che se Fabrizio Corona, con una quindicina d’anni di galera sulle spalle, tutti in fila per reati gravissimi, da don Mazzi c’è andato davvero e siamo sicuri che sta facendo un corso da chierichetto, un master da sagrestano e un dottorato come campanaro, come minimo puntavano ad un noviziato!

Deve essere stata una brutta estate anche per Marita, la moglie devota di Bossetti, in carcere da un anno, accusato d’essere il presunto assassino di

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si è calmato quando gli hanno promesso un master come sagrestano

Yara Gambirasio. La cara Marita, che difende a oltranza il marito, un po’ in acido con la suocera, per aver covato il “gran segreto” per quarantacinque anni, ha dovuto abbassare un po’ la cresta, poiché scavando le hanno trovato almeno due amanti, mazzata tremenda per il marito. Una brutta parola le deve morire tra i denti, altrimenti il bue direbbe cornuto all’asino.

product_thumbnailcopertinaDall’altra parte, la suocera aveva dimenticato di dire che pure il terzo figlio, avuto dopo i gemelli, non è figlio del marito. Sembra che la provincia italiana della Bergamasca ci riveli storie pruriginose ad ogni angolo, eppure la Azuffi nega ancora tutto, e dice di non rammentare….be, direi che tre figli un qualche ricordo dovrebbero averlo lasciato, ma si sa che la donna è mobile, basta trovare un bravo mobiliere.

Sarò gentile e non invocherò la Santa inquisizione per i presunti giornalisti stranieri che carenti di memoria, nonché di deontologia, pongono l’accento sui funerali faraonici dei “Casmonica” e nulla dicono delle stesse cerimonie celebrate nei loro paesi. Forse non è vero che in Italia ci sono i peggiori giornalisti, o forse è vero che all’estero ci sono i più scorretti e disonesti, chissà?

Simona Aiuti

Tuttavia, un clan da novanta milioni di euro aggredisce le troupe RAI, chiude con una sbarra una via comunale e nessuno alza il sopracciglio, tiene accesi i camini estate e inverno per buttare nel fuoco la “roba” in caso si presenti la Benemerita e Roma intanto sonnecchia, ma per quanto?

A dire il vero il cocchio con i cavalli non mi ha impressionata, le Ferrari e i chili d’oro massiccio invece qualcosa dovrebbero smuovere, oppure l’uomo italiano si sveglia solo davanti ad un piatto di bucatini, o ad uno dei numeri della trans Efe Bal a quanto pare ?

Settembre è come un capo d’anno e molti sono attesi al varco, come Aurora Ramazzotti, bella, intelligente e scolarizzata, che si appresta a bucare lo schermo, sperando di non essere impallinata. La criticheranno duramente e tireranno fuori anche la vecchia vicenda di “brutto come Santiago”, e siamo seri, me la risparmierei, poiché ho visto bimbi molto, molto, molto più belli.

E poi appunto c’è lei, Belen, colei che vive per un selfie, lei che dice con voce calda e sensuale e un po’ troppo cavernosa, che vuole rendere tutti partecipi della sua vita, prima che lo facciano i paparazzi. Ecco, con somma gioia dei suoi detrattori, possiamo dire che si è sgonfiata da sola e ha detto e fatto vedere tutto quello che poteva, non resta che una colon scopia.

Non ha più la “presa” di un tempo, ha collezionato dei piccoli fallimenti televisivi e dopo qualche anno, a noi di sapere se Santiago ha messo un dentino o ha fatto la cacca santa, ce ne frega un tantinello meno di prima. Sì, bellissima ragazza ampiamente rimaneggiata dal chirurgo plastico, ma quando la sostanza langue, resta un bel telaio e tutto il resto è noia, citando il Califfo.

di Simona Aiuti

 

24
Mag
15

La grande bellezza di Sorrentino, premio oscar, .qualche anno dopo cosa resta!?

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Simona Aiuti

Chissà, e credo che il dubbio sia più che lecito, se dopo che la pellicola ha avuto il tempo di sedimentare negli occhi e nell’immaginario collettivo, alcuni degli attori che hanno partecipato al film, oggi accetterebbero di nuovo di parteciparvi.

Io non ne sarei tanto sicura. E non dico questo per togliere qualcosa al film, che è superbo, ben fatto con una mano sartoriale invidiabile, ma per ben altri motivi.

Sullo sfondo di Roma, bella e quasi magica, si stagliano figure deturpate, mostrificate dalla chirurgia estetica, che ne ha alterato i connotati per sempre, con operazioni tanto grottesche, quanto irreversibili. Nel film c’è addirittura il numeretto come alle Poste, e “tac”arriva il medico/guru munito di siringa, stillante gocce che costano più di un collare per cani in platino, poi si passa alla cassa.

Dopo l’oscar, Serena Grandi, attualmente ristoratrice, si è tatuata la statuetta sull’avanbraccio, in un gesto tracimante cultura trash. Credo che se il regista la rivedesse ora, la sceglierebbe di nuovo e con maggiore convinzione. Chissà poi se la spogliarellista pluriquarantenne firmerebbe ancora quel contratto, lei che non ha più il viso di una trentenne, ma di una cinquantenne senza nemmeno una ruga, la pelle levigata come una pista di curling, e due zigomi altissimi che a vent’anni non aveva, e che ora svettano come le dolomiti.

La melassa di festaioli nullafacenti, bizzarri, dallo stile di vita tanto inutile,

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cambiate naturalmente o chirurgicamente?

quanto opulento, danza sotto gli occhi di Jep Gambardella, che è consapevole di ciò che è, di quello che negli anni è diventata la sua vita e non è uno che se la racconta.

L’Urbe è così bella e i “festaioli” non brutti, bensì abbrutiti, che non c’è posto per una bella donna, non ce n’è nemmeno una nel film a parte una ragazza giovanissima, ma solo attrici brave e che quasi tutte non hanno saputo resistere alla tentazione feroce e luciferina della chirurgia plastica. Spiccano nasi lucidi, balli di gruppo che sarebbero tristi anche a capodanno e che

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raggiungono il picco della malinconia carnascialesca, nel temutissimo e puntuale trenino, che è vero che non arriva mai da nessuna parte, ma è altrettanto vero che non dovrebbe mai nemmeno partire!I personaggi, tra cui tante donne non vestite, ma addobbate in modo “baraccone”, si muovono con un bigné in una mano e una tartina nell’altra, tra immagini e fondali bellissimi, in un pigro “viaggio” attraverso gli inferi di un’umanità lacerata e deformata da se stessa. 

Infine, se la nobiltà romana a fine 800 era già in profonda decadenza, aggrappata alle vesti di quello che ormai non era più il Papa re, vive nel film un annientamento umiliante. Vediamo in modo nitido, una società incapace di essere all’altezza dell’immensa bellezza in cui vive e si è abbandonata del tutto al nulla assoluto trincerandosi dietro un’indolenza che ha generato

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simona aiuti

un’integrità ideologica solo apparente. Galleggiano ai bordi melmosi del Tevere tante false amicizie, rapporti di convenienza, genuflessioni e riverenze ad un clero mondano e sciocco, del tutto indifferente ai dubbi esistenziali e spirituali di quel gruppo di nullafacenti che per loro fortuna, non hanno piena consapevolezza  della vacuità, e del grottesco riso che hanno sulla faccia post botox. 

Simona Aiuti

23
Mag
15

Premio letterario il “Cipressino d’oro” Follonica

images (1)Cresce di anno in anno il consenso che riscuote il premio letterario “Il cipressino d’oro” che è giunto alla sua terza edizione. Il premio nazionale di poesia organizzato dal Kiwanis Club di Follonica ha visto arrivare in segreteria circa trecento elaborati tra i quali, la giuria, composta da Annarosa del Corona, poetessa, Loriano Lotti, socio GetAttachment (1)Kiwanis responsabile e organizzatore della rassegna, Silvia Cervellati, scrittrice, Grazia Ghilli, scrittrice, Francesco Piccinelli, giornalista, ha selezionato e giudicato una rosa di trentadue finalisti e di fatto vincitori.

Il Premio è stato istituito allo scopo di promuovere e incoraggiare la diffusione degli ideali sentiti e voluti fortemente kiwaniani, diretti al servizioGetAttachment (5) dei bambini del mondo. Tante fasce d’infanzia paradossalmente non conoscono e non conosceanno una vera fanciullezza.

In particolare, con questo tema,  si è voluto  sensibilizzare  scrittori e lettori sul valore della scintilla della vita, della nascita e porre l’accento sulla delicata professione dell’essere genitore, tutta da inventare e tutta da scoprire.

GetAttachment (2)Importante è stata la collaborazione di Gian Paolo Bonesini, un artista sfaccettato, variegato, noto a livello nazionale ed internazionale per il genio e il lavoro, che da moltissimi anni ha concentrato la propria attività artistico/lavorativa a Massa Marittima in provincia di Grosseto, dove abitualmente risiede quindi opera. Il Club Kiwanis di Follonica ha voluto ancora una volta organizzare la terza  edizione del Premio Nazionale di Poesia “CIPRESSINO D’ORO”, indirizzandolo a tutti coloro che hanno voluto  cimentarsi a scrivere  un componimento poetico sul tema della vita e in

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premiazione

qualche modo della nascita.

“E’ stato un grande lavoro – spiega Lotti -: siamo molto soddisfatti del risultato, il premio ha raggiunto un target di persone molto vasto, ci sono arrivate poesie dal nord e dal centro Italia, e chiaramente da tutta la Toscana, e per noi è motivo di orgoglio. Nel nostro Paese ci sono ancoraGetAttachment oggi moltissimi appassionati di poesia e lo dimostra il numero di elaborati che abbiamo raccolto: il tema era emotivamente forte, si parlava di figli e dell’essere genitori”.

Sabato 16 maggio alle 17 circa in quel di Follonica c’è stata la premiazione nella sala Tirreno in via Bicocchi, dove si è svolta la cerimonia di proclamazione dei vincitori con grande affluenza di pubblico, e in seguito è stata organizzata una serata di gala all’interno della quale sono stati celebrati i 28 anni dalla consegna della Charter al Kiwanis Club di Follonica e il centenario della nascita del club “Centennial Year”.

La serata è stata dedicata al Service internazionale “Eliminate”. Dunque chi ha composto i versi migliori ha ricevuto la scultura “Cipressino d’Oro”, appositamente creata da Bonesini per questa rassegna. Al secondo, terzo e quarto autore classificati è stata donata un’opera scultorea sempre di   Bonesini; dal quinto al decimo posto i poeti hanno ricevuto dei dipinti di Gian Paolo Bonesini, Rita Brucalassi, Angela Casagrande, Vincenzo Gabrielli, Filippo Martini e Massimo Pelagagge. Ad altri classificati delle serigrafie sempre di Bonesini.

Ma ecco la classifica:

  1. ANTONIO D’AURIA di Livorno con la Poesia “Vita di noi”;
  2. MARZIA SERPI di Castelnuovo Val di Cecina (PI), con la Poesia – L’alba di un figlio;
  3. LUCIANA PERICCI di Grosseto, con la Poesia -”Attesa”;
  4. ADUA BIAGIOLI SPADI di Pistoia, con la Poesia – “Nascita”;
  5. MIRIA MAGNOLFI di Follonica (GR), con la Poesia  – “Dati di cronaca”;
  6. MARIO RAFFAETTA di Campi Bisenzio (FI),con la Poesia – “L’attesa”;
  7. ERMANNO VOLTERRANI DI Livorno, con la Poesia –  “Benvenuto”;
  8. GIANCARLO ROSATI di Arcidosso (GR) – Sarai sempre la nostra gioia
  9. PAOLO FALCIONI di Venturina (LI), con la Poesia – “Nel pancione di mamma”;
  10. SERGIO PIERI di Follonica (GR), con la Poesia – “Una madre”;
  11. MARIA FRANCESCA MOSCA di Biella,  con la Poesia  – “E’ il tempo”;
  12. VALENTINA OLIVI di Pianiga (VE), con la Poesia –  “Il dono”;
  13. MARIO CIOFI di Siena, con la Poesia  –   “La neonata”;
  14. MARCO TEMPERINI di Orbetello (GR), con la Poesia –  “Matilde”;
  15. ENRICA NOTARFRANCESCO di Livorno, con la Poesia – “Miracolo”;
  16. ANGELO BARRECA di Corciano (PG), con la Poesia – “Un raggio eterno”;
  17. RINALDO ZANNERINI di Caldana (GR), con la Poesia  – “Ambika”;
  18. GIOVANNA BIAGIONI di Scarlino (GR), con la Poesia – “Figlio”;
  19. ILIANA MATTIOLI di Follonica (GR), con la Poesia – “Sono qua’ da tanto tempo”;
  20. SIMONA AIUTI di Alatri (FR), con la Poesia – “Mi rotolo”;
  21. CARLO FONTANI di Follonica (GR), CON LA Poesia – “L’attesa”;
  22. GIANFRANCO CARA di Livorno, con la Poesia – “Impazienza”;
  23. NICCOLO’ PAGLIAI di Siena, con la Poesia – “Vi avviso per tempo”;
  24. MANUELA NESI di Vetulonia (GR), con la Poesia – “Al piccolo Olmo”;
  25. DORETTA FERRI di Follonica (GR), con la Poesia – “Quel piccolo fiore”;
  26. GIULIANA BIZZI di Livorno, con la Poesia – “Mamma Papa’ sto arrivando”;

27. PAOLO PAOLINI di Follonica (GR), CON LA Poesia – “Un pensiero dal futuro;

  1. DESIRE’ ROMANO di Follonica (GR), con la Poesia – “Mamma Papa’ sto arrivando”;
  2. GIOVANNA FERRARA D’AMICO di Follonica (GR), con la Poesia – “Dolce attesa”;
  3. ALESSIO CAZZIOLATO di Grosseto, con la Poesia –  “Coccole e favole”
  4. FRANCESCA MONTOMOLI di Follonica (GR), con la Poesia  –  “Eccomi”;
  5. GIUSEPPE CALONI di Montepescali (GR), con la Poesia – “La donna madre”.

Simona Aiuti

29
Mar
15

Calciopoli, si sgonfia e si tace sulle intercettazioni

hqdefault (1)Quasi nove anni di servizi giornalistici delle maggiori testate giornalistiche sportive nazionali incompleti e diciamolo pure, pieni di “buchi neri” che hanno inghiottito moltissime informazioni fondamentali, e ora quasi sette ore di camera di consiglio e, poi ecco il travagliatissimo verdetto.

hqdefaultI giudici della Suprema Corte hanno scritto nero su bianco che i reati di Calciopoli si sono estinti per sopraggiunta prescrizione, sempre che ci siano stati questi reati, infatti, all’orizzonte c’è una nuvola di fumo e niente arrosto. Così per l’ex dirigente juventino Luciano Moggi e Antonio Giraudo, e per l’ex vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini e per l’eximagesInter designatore degli arbitri di A e B Pierluigi Pairetto il discorso è chiuso.

Tutta questa storia sembra che abbia partorito un topolino, il quale ci fa marameo e si appresta a chiedere non solo i danni per la fetta di formaggio che ingiustamente gli è stata sottratta, ma anche per quelle che non ha potuto sgranocchiarsi in santa pace; parliamo di un grande danno economico e d’immagine.

A tarda notte, anche Paolo Bertini, ex fischietto di Arezzo, è stato prosciolto da ogni addebito riguardo alla partita Juve-Milan per unimagesinter2 palese travisamento delle prove di accusa; assolto dalla Suprema Corte anche Antonio Dattilo, risultato del tutto estraneo alla presunta associazione.

Ora che i reati sono stati giudicati prescritti in Cassazione, non si può fare altro che attendere le motivazioni che determineranno le eventuali mosse di Juve e Figc, che sono un po’ l’una contro l’altra armate. La Juventus ha dichiarato, nella figura di Andrea Agnelli, che sentendosi gravemente danneggiata, è pronta da anni a chiedere i danni, che se riconosciuti, di fatto farebbero fallire la Federcalcio italiana.

Dopo tutto, come si poteva buttare la croce addosso alla Juventus che, nel 2006 era così forte da fornire il “blocco Juve” alla Nazionale che vinse il mondiale, e altri campioni ad altre nazionali straniere? Che bisogno poteva avere la Juventus di “aiutini”? Come si poteva processare la Juventus, quando poi sono emerse 171.000 intercettazioni riguardanti maglie d’altri colori da cui emergevano reati sportivi ben più gravi delle presunte leggerezze juventine?

Sullo sfondo rimangono due scudetti tolti alla Juve e un assegnato all’Inter che fanno ancora discutere. Orbene, dalle motivazioni potrebbe arrivare un assist al club bianconero per la rivisitazione dei processi sportivi, per chiedere il maltolto o almeno, visto che da Palazzi furono prescritti i reati sportivi nerazzurri, quantomeno sarà preteso un repulisti della “Vecchia Signora” torinese, che in quel caso avrebbe diritto a veder cancellati certi reati sportivi dalla sua storia.

Simona Aiuti

 




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