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Ott
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“Il senso delle nuvole” Simona Aiuti

1937501_721548534592080_5876272672654383550_nIl senso delle nuvole è un romanzo nato da un’idea del Collettivo “Idra” ovvero realizzare un progetto letterario di gruppo, secondo la filosofia stessa del Collettivo, questa volta, però, spingendosi oltre, senza una trama predefinita, com’è avvenuto per gli altri romanzi pubblicati, ma partendo solo da un personaggio, Olivia, una ragazza affetta dalla sindrome di Tourette.

Il Senso delle nuvole è un progetto e un romanzo sperimentale, che ha subito incontrato l’entusiasmo e la voglia di aderire di molte donne/autrici che hanno dimostrato di saper raccogliere il guanto della sfida, e a quanto pare, sembra che il risultato sia stato eccellente nella realizzazione finale, nella fluidità e nel sentimento che tutte le scrittrici hanno desiderato e voluto fortemente esprimere fino in fondo.

Si tratta di un romanzo certamente sperimentale, ma nella realizzazione è un prodotto editoriale come ogni altro, fruibile sia in e-book che in cartaceo, presente e acquistabile nel web per i più tecnologici e moderni19a1c7e86e90daca6229c20594beaad7 muniti di kindle, oppure in cartaceo, anche nelle librerie tradizionali.

Il senso delle nuvole sarà a Roma nella libreria Nero su bianco, e all’Argonauta. A novembre sarà  al Pisa Book Festival, e infine alla fiera di ROMA (Più libri più liberi) dal 4 all’8 dicembre.

Le autrici che si sono succedute ne Il senso delle nuvole, passandosi la staffetta e guidando a turno il camper di Olivia, una ragazza speciale, bella, simpatica, intelligente e con un cuore pieno di sentimenti che cercavano il modo di uscire e avvolgere i luoghi e i colori circostanti.

Le donne che hanno scritto questo fantastico progetto, passandosi il testimone, capitolo dopo capitolo, proprio come in una staffetta, facendo 8ae5928900220647bcf95fb0f2f916b5evolvere la storia secondo le proprie idee e la propria sensibilità, hanno delicatamente e con estrema sensibilità trasformato e paradossalmente controllato la “sindrome di Tourette” convivendoci, dimostrando che ognuno di noi può avere qualcosa di strano, di anomalo, un difetto, una caratteristica, qualcosa che ci differenzia, che ci rende speciali, unici in qualche modo e non per questo bisogna sentirsi inadeguati o ”strani” come spesso i mass media vorrebbero farci sentire, spingendoci ad omologarci.

Quel qualcosa che ci rende unici potrebbe anche diventare il nostro punto di forza, perché no?

Olivia alza la testa, scuote i suoi bellissimi riccioloni biondi, corre, prende il coraggio a due mani e si prende la sua vita con coraggio, perché sa bene che nessun altro la vivrà al posto suo e nessun’altra7c345713b83bfa182ba42f20f1557e54 ragazza dovrà prendersi il suo amore.

“IDRA” è un laboratorio-palestra dove tutti si sono messi in gioco, mettendosi a disposizione del collettivo, per cercare di raggiungere il comune obiettivo tenendosi per mano.

Credo sia bene ricordare che Tim Shriver, presidente dei “Giochi olimpici speciali, chiama le disabilità, le “diffabilità”, in altre parole le abilità differenti, e forse è un punto di partenza per affrontare con lo spirito giusto ogni problema, smontandolo e rimontandolo per renderlo un trampolino di lancio.

Simona Aiuti


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