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Gustavo Rol di Simona Aiuti

Chi era davvero Gustavo Rol? Un sensitivo capace d’imprese sbalorditive, di fare viaggi nel tempo, di parlare con entità che appartengono ad un’altra dimensione. Molti lo testimoniano senza ombra di dubbio.

Rol poteva far materializzare un busto di marmo, uomo religiosissimo, introverso, amico di Federico Fellini, Gabriele D’Annunzio, fu vicino al Vaticano, in udienza da Papa Paolo VI, in cui ha suscitato ammirazione e rispetto, in particolare per la sua autenticità, ma sopratutto  per l’onestà intellettuale, e la profondissima fede.

Rol aveva misteriose eppur palesi facoltà medianiche, poteva prevedere il futuro in modo dettagliato, sapeva leggere nei libri chiusi, scrivere e dipingere a distanza, addirittura disintegrare oggetti con lo sguardo o muoverli senza toccarli.

Egli è stato uno dei fenomeni paranormali più straordinari di tutti i tempi. Definirlo è stato sempre difficilissimo, poiché non era un sensitivo qualunque ma un profondo filosofo, e i prodigi che riusciva a compiere hanno sempre affascinato ed entusiasmato.

Per oltre 60 anni ha dimostrato i suoi poteri agli ospiti, pochi intimi che si riunivano nel suo salotto. Politici, industriali, artisti, scrittori di fama mondiale facevano la fila per poter assistere a quelle riunioni. Le serate nei suoi salotti erano viaggi nell’incredibile, c’erano uomini come Pablo Picasso, Enrico Fermi, Albert Einstain, Jean Cocteau, Alberto Bevilacqua,Vittorio De Sica e Alberto Sordi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale sembra che lo stesso Hitler tentò più volte di farlo rapire, per sfruttare quei poteri così grandi, ma non ci riuscì. Nel 1942 anche il Duce volle conoscerlo e lo convocò a Palazzo Venezia e in quell’occasione pare che il sensitivo abbia predetto anno, mese, giorno, ora e luogo della sua fucilazione.

Rol diceva di mettersi in contatto con uno “spirito intelligente” dei defunti, con l’energia che quelle persone avevano lasciato sulla terra, e che poteva essere captata. La comunicazione con queste anime avveniva anche tramite la scrittura, oppure le entità facevano dei regali, degli oggetti che si materializzavano sul tavolo.

Una sera lo spirito di Mozart regalò ad un professore universitario uno spartito di una sinfonia. In un’altra occasione lo spirito di Eleonora Duse lasciò una lettera di D’Annunzio. Napoleone invece regalava dei dettagliati scritti con consigli e previsioni, che poi venivano esaminati da periti grafici che, sbalorditi, dichiaravano che si trattava proprio della grafia dell’imperatore francese.

Una cosa che sconvolgeva, erano i suoi quadri che “si dipingevano da soli”, senza che Rol toccasse i pennelli. E tutto ciò accadeva in presenza di testimoni che potevano controllare la tela. Il sensitivo diceva che i quadri erano di Auguste Ravier, e quando le tele venivano analizzate da critici ed esperti, tutti erano concordi nell’affermare che si trattava proprio dello stile inconfondibile di Ravier.

In tempo di guerra, Rol sfollato in provincia, si servì delle proprie straordinarie facoltà intrattenendo gli ufficiali nazisti in cambio della libertà di molti partigiani e civili condannati alla fucilazione, sfidò un ufficiale tedesco riuscendo ad indovinare, o forse per meglio dire a vedere tutto il contenuto del cassetto della scrivania di costui ad Amburgo, fecendolo restare di sasso. Per queste attività nel 1945 il CNL gli conferì un attestato di riconoscenza che lui conservò tra le cose più care per tutta la vita.

Il generale De Gaulle volle incontrarlo e poi sconvolto dalle facoltà di Rol, in seguito proibì ad un suo ministro di continuare a frequentare il sensitivo in quanto “quest’uomo legge il pensiero e non possiamo rischiare che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di estranei.”

Rol era un mistero, un enigma, forse in parte anche per se stesso e si racconta di lui:

 

“Dopo aver conversato un po’ Rol mi chiese se volevo un cioccolatino, risposi di no, allora mi disse “Gradiresti due ciliege?”. Mi misi a ridere, non era la stagione. Rimasi però senza parole: dopo che Rol si era concentrato per un attimo solo, sul tavolino erano apparse due ciliege freschissime, anche buone. Nello stesso momento davanti a sua sorella Maria erano comparse noci e nocciole. Fu poi chiamato al telefono da amici che erano in Costarica e che volevano fargli gli auguri, quando lo sentii dire “Mandatemi delle banane”. All’improvviso sul tavolino davanti a mia madre comparvero due banane. Quando Rol terminò la telefonata e ritornò in salotto rimase stupito quanto noi, aveva un’espressione divertita”.

E ancora

“Era luglio, faceva molto caldo. Ci trovavamo all’ospedalino Koelliker da un paziente: i medici curanti diedero a Rol una ricetta da leggere. Purtroppo Gustavo aveva dimenticato a casa gli occhiali: “Li vedo – disse – li vedo, sono sul mio comò ‘retour d’Egypte’, nel mio studio”. La finestra della camera era aperta e all’improvviso non solo io ma tutti gli altri medici vedemmo arrivare i suoi occhiali che, vibrandosi nell’aria, si deposero sulle sua ginocchia. Senza dar peso alla cosa, con molta disinvoltura li prese e si mise a leggere la ricetta e noi stavamo tutti a guardarlo attoniti”.

Simona Aiuti


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