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Calciopoli, si riparte dalle clamorose falle del processo!

di Simona Aiuti

Un esposto/denuncia è stato depositato da Tiziano Pieri alla Procura della Repubblica di Roma sul metodo delle indagini nel processo di Calciopoli e forse qualcuno è stupito di questo? Dopo tutto, sappiamo che sono migliaia le telefonate scomparse, poi tardivamente ritrovate, che hanno viziato l’esito del processo . L’ex arbitro internazionale chiede che l’Autorità Giudiziaria accerti quali furono i metodi utilizzati, verificando le eventuali condotte penalmente rilevanti relative all’attività nel procedimento e non è poco.

A tal proposito non possiamo non ricordare Narducci, di cui credevamo d’aver perso le tracce, e la sua linea di pensiero non si è spostata di un millimetro dall’impostazione iniziale, conseguenza delle informative di Auricchio per noi “strane”, e di lui si sono perse un po’ le tracce. Dunque Narducci ha sorvolato sulle falle dell’indagine.  Facciamo notare che Di Laroni ha chiarito che fece tutto a mano, un lavoro amanuense, elaborando le da lui definite “schifezze” fornitegli.

E se nella prima parte della sua requisitoria Narducci aveva elevato a rango di supertestimone l’ex arbitro Nucini, nella seconda parte tale ruolo è rivestito da Manfredi Martino. Egli chiarisce la vicenda della Fazi o crede di farlo, dicendo che Fazi venne “fatta fuori” dietro insistenza di Moggi e Giraudo, perché temevano che la signora avesse iniziato a intrattenere contatti con Meani. La cosa curiosa di tutta la vicenda è che poi viene a galla nelle migliaia d’intercettazioni “tralasciate”, che quello che intratteneva rapporti con Meani era proprio Manfredi Martino.

Manfredi Martino dice a sua volta che si messaggiavano sempre, e Meani in una delle tante telefonate dimenticate, o anche: “non mollate”, scrive lo stesso Martino in un sms sempre a Meani dopo la sconfitta del Milan contro la Juventus.
Interessante è poi la deposizione di Gianfelice Facchetti a Napoli e riguarda un altro mistero di Calciopoli. Sappiamo che la verità potrebbe svelarla solo Giacinto Facchetti, quindi non sapremo mai se egli registrò o meno le confidenze di Nucini, anche se in molti lo sostengono.

Dopotutto però le intercettazioni ci sono e possono bastare, forse poco aggiungerebbe sapere qualcosa sulle persone presenti al presunto incontro al Concord. Se c’è un cd o se c’è mai stato, a parer mio non esiste più. Gianfelice Facchetti, in Procura a Napoli ha parlato a ruota libera attingendo ai ricordi e agli appunti del padre non firmati, e quando gli viene chiesto a parer mio in modo banale, se avesse mai appreso dal padre che i colloqui intrattenuti con Danilo Nucini fossero stati registrati all’insaputa dell’arbitro, la risposta è stata negativa.

E’ vero però che uscì la notizia contraria sulla stampa e Facchetti senior era ancora in vita e non ci fu né la smentita, né un’azione legale. Quell’articolo lo scrisse Luca Fazzo. L’11 maggio 2006 a pagina 60 di Repubblica erano presenti due articoli su Nucini e Facchetti: che parla diffusamente di questo fantomatico cd sul quale Facchetti avrebbe registrato un colloquio con Nucini. Luca Fazzo nel suo pezzo scrive: “Sta in un cd rom registrato dal presidente dell’Inter Giacinto Facchetti l’ultimo tassello andato ad aggiungersi al gigantesco puzzle delle rivelazioni sul lato oscuro del calcio. Nel cd c’è la registrazione di un colloquio avvenuto un paio di anni fa tra Facchetti e Danilo Nucini, allora arbitro di serie A e B”, poi aggiunge che quel cd-rom è sparito e per noi è certo che nulla del genere sarà mai trovato.

Tornando ai giorni nostri, direi che è stato davvero uno strano discorso quello che ha fatto Petrucci, convinto dice lui, che il fenomeno Calciopoli sia stato figlio di un clima di quel determinato periodo, che rappresenta il periodo più oscuro del calcio italiano, ammette che gli organi federali seguirono le logiche condizionate dal momento, bell’ammissione, adottando in qualche caso secondo lui, a senso unico contro la Juve secondo noi, provvedimenti che in circostanze diverse e con analisi più complete e approfondite, avrebbero potuto essere diverse, ma guarda un po’? E noi dovremmo consolarci così? Con un buffetto? E di risarcimento non si parla?

Quest’ammissione non basta per noi; dov’è la parte in cui ci comunica le sanzioni per l’Inter e la riabilitazione per la Juve assolta a Napoli? E che dire di Guido Rossi? Uomo vicino all’ambiente interista che infiocchettò due scudetti per chi avrebbe dovuto subire una sentenza ben più severa di quella della Juve! Forse non capiamo, o capiamo troppo bene il modo in cui s’indagò, quando si esclusero indizi di prova per un processo decente. Rileggetevi interrogatori in cui Bergamo all’Ufficio indagini, 8 giugno 2006 dice: “Parlavo con tutti” facendo i nomi, e quel tutti non è il soprannome di Moggi.


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