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Aboliamo le feste di Natale!

Ogni anno ci risiamo! Ancora siamo satolli dei bagordi del Ferragosto, che appena ci giriamo, troviamo le luminarie ovunque, guide rosse fuori dai negozi, tra l’altro molto frequentate come vespasiani da cagnolini cappottino muniti a passeggio, e tutto attorno ogni sorta di generi di consumo esposti, perché bisogna comprare, consumare, incartare, scartare, e cercare di sentirsi più buoni, anzi esibire il buonismo, tanto è gratis, e la commedia è servita!

La notte di Natale durante la messa c’è gente che puzza di fritto, chi dorme in piedi cercando di digerire pandori e panettoni grandi come cupole fingendo un momento di raccoglimento, e devoti intenti a sfoggiare la chincaglieria ricevuta in dono in quei frenetici giorni.

Inizia ai primi di dicembre la sfida dei presepi più articolati su due o tre piani con tanto di ruscello, mentre al cellulare si usa la bestemmia come punteggiatura per un italiano sgrammaticato, e tutto sotto il ceruleo sguardo di un bimbetto nudo dentro una grotta, con l’espressione tra l’attonito e il perplesso. Sono più di due milioni gli italiani che non possono permettersi grandi spese, eppure durante le feste quintali di cibo finiscono nella pattumiera, e la maggior parte dei regali finirà all’asta o in vendita nel web, o puntualmente riciclata alla prima occasione.

Si compra perché si deve, e a volte si raccatta una cosa qualunque blaterando in giro quanto sia bella la famiglia e di quanto si creda in certi valori, e poi ci si ritrova a pranzo con la detestata cognata, o con parenti che in genere non si vedono mai, perché sono detestati pure quelli, oppure s’intonano canzoncine natalizie mentre in golf rosso si dà un’occhiata d’intesa al cognato con cui s’intrattiene una relazione, perché è bella la famiglia e bisogna tenerla unita anche con delle corna da fare invidia alle renne di Babbo Natale!

Anche i nipoti in genere non vanno mai a trovare i nonni, ma a Natale visto che i “vegliardi” aprono i cordoni della borsa, è meglio farsi vivi per raccattare qualche banconota.

E che dire poi della malinconia del capodanno? Festoni, coriandoli, lingue di menelik, e diciamo pure che si tratta di un anticipo di carnevale con una buona scusa per ubriacarsi e finire sotto i tavoli. Ci si abbraccia e ci si bacia continuamente con le lacrime agli occhi, neanche fosse il funerale del caro estinto, e lo si fa infilati in dozzinali abiti da sera che devono essere per forza iper luccicanti, sennò non ti fanno entrare da nessuna parte! In un Veglione in riva al mare, si può concentrare in una sola notte tanto di quel glitter e tante di quelle pailettes abbaglianti, che si rischia di oscurare il faro e mandare ad infrangersi sugli scogli un’intera flotta di pescherecci!

Ho visto alla mezzanotte fidanzatini incollati, che tenerezza! Roba da farsi cariare un dente. Lui pensa a quanto ci vorrà a farsela, e lei sta facendo un bilancio delle entrate e delle uscite.

Non si può sfuggire dal trenino indiavolato intorno al tavolo invocando il povero Charly Brown, dalla tombola fagioli munita, e dalla zia Concetta che fa delle frittelle identificabili come bombe chimiche dalle tremila calorie l’una!

Poi arriva il momento dei fuochi d’artificio, decine di migliaia d’euro bruciati, però nessuno se ne lamenta. Il giorno dopo, tante signore rimirando il gioiello scelto e pagato dal fidanzato/marito per Natale, scuoteranno il capo davanti alle notizie del TG riguardo lo stipendio del parlamentare, ignorando ciò che loro hanno dovuto fare per farsi pagare il “brillocco natalizio”!

Tra un petardo e una girandola, ogni anno è un bollettino di guerra e negli ospedali quella notte non si festeggia affatto quando si vedono le ambulanze scaricare della gente a cui saltano le dita o addirittura una mano per giocare con i petardi, con le armi o addirittura con l’esplosivo, e le chiamano feste!

Negli ultimi anni poi, si ha l’impressione crescente che queste festività durino sempre di più, che questi addobbi alla metà di gennaio, ancor che sferzati dalle intemperie, stiano ancora là, malinconici, tristi e spelacchiati. Alcuni resistono fino alla fine del primo mese dell’anno ed è incredibile pensare che ci saranno appena dieci mesi di tregua!

Giunti alla Befana cominciamo ad essere davvero alla frutta, qualcuno ha le occhiaie fisse da nottate passate al poker per festeggiare il Santo Natale e altri sentono tirare il bottone sull’ombelico da panettone ripieno al cioccolato, però i bimbetti ancora tengono botta e ai regali della vecchietta non ci rinunciano, a costo d’abbattere la scopa volante a colpi di bazooka!

Non sarebbe una cattiva idea partire per Dubai il prossimo anno, alle prime avvisaglie di addobbi natalizi, oppure andare nel sahara e chiedere asilo politico a qualche tuareg di passaggio!

Simona Aiuti


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