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La stampa estera parla male di noi, niente di nuovo sotto il sole!

 

240px-Aff_ciwl_orient_express4_jwAll’estero, sparsi un po’ in tutto il mondo, ci sono circa sessanta milioni d’Italiani, più o meno la stessa cifra tonda di popolazione che vive nel “Bel Paese”. Si tratta di lavoratori, gente onesta e per bene che ha contribuito a fondare e far crescere comunità con un lavoro d’artigianato che fino ad ora non è stato eguagliato da nessuno.Aimon.it - Invia e ricevi SMS utilzzando il tuo pc! Registrati gratis e ottieni subito 25 SMS OMAGGIO!

Molti italiani e figli d’Italiani che vivono e lavorano lontano, amano sapere che cosa accade da noi, e sono molto sensibili sul pensiero che si diffonde relativamente al nostro paese all’estero: una passione così diffusa che in rete c’è addirittura chi ha creato siti, testate e blog appassionati, in cui gli articoli che ci riguardano vengono tradotti nella lingua di Dante, per renderli comprensibili anche agli esterofili meno poliglotti, oppure corrispondenti o presunti tali, scrivono di noi, a dire il vero tradizionalmente molto male!

Anche le testate giornalistiche straniere più prestigiose ci osservano, ci scrutano, ci studiano, poi ci giudicano, ci bacchettano e noi ci domandiamo chi mai abbia assegnato loro al patente di giudici verso l’Italia! Si è perso il conto dei nostri detrattori così attenti a spiarci giorno e notte dal buco della serratura, ma forse chi non ha una vita propria, vive quella gli altri e noi forse non dovremmo prendercela troppo, poiché noi al contrario l’abbiamo una vita da vivere, eccome!

192x_pubblicit%E0_smallOsservandoci ci dicono che le donne italiane sono troppo scollate, che siamo volgari o che la nostra moda sia sull’orlo del tracollo, ma non sarà tutta invidia? Allora perché ci imitano?

Nel nord Europa molti hanno dimenticato che fino all’arrivo del nostro popolo, istruito nella letteratura e nel diritto, molte genti vivevano ferme all’età del ferro e del bronzo. Mentre noi abbiamo dato vita all’Occidente con la matematica di Archimede, con i nostri filosofi, letterati, architetti, lassù c’era ancora una situazione semi nomade che non conosceva l’agricoltura e le donne allattavano i bimbi fino a tre anni, abitudine di gruppi etnici primitivi. Il migliore casino online! Gioca adesso su JackpotCity!Abbiamo insegnato alle genti nordiche il latino, abbiamo importato da loro la birra, le leggi, a combattere a costruire, a crescere, abbiamo fondato città come Parigi, delineato intere Nazioni e insegnato con l’igiene a intere popolazioni a difendersi dal proliferare di molte malattie e questo stillicidio sulla stampa è il ringraziamento?

Abbiamo dato all’Occidente la radio, il telefono, la pila, il pianoforte, la prima lampadina di 400 ore, la musica, e uno stile di vita.

Dunque forse l’etica professionale a volte all’estero va a farsi benedire non basta lavorare per un giornale dal nome altisonante per definirsi “giornalista”.

D’altra parte la più grande giornalista della storia è stata Oriana Fallaci, italiana, onesta, forte, determinata, una donna che ha sfidato guerre e pallottole: un mito ineguagliabile!

E’ stato attaccato il nostro governo con accuse infamanti, blaterando di protezioni particolari verso i nostri soldati d’istanza in zone calde, in realtà c’è molta gelosia verso il lavoro ineguagliabile dei nostri soldati, che sanno conquistarsi l’affetto di chi parla una lingua diversa e sanno farsi amare.

La cosa che ci dà davvero il polso di cosa siamo e di quanto valiamo, è l’amore e l’affetto che gli intellettuali di tutto il mondo nutrono verso di noi. Nei secoli passati molti artisti, scrittori, pittori, hanno scelto l’Italia, hanno vissuto da noi, spesso hanno voluto anche essere sepolti sul suolo italico. Ghete diceva che se si vuole conoscere l’arte, bisogna conoscere l’Italia che è arte.

Alexandes Dumas padre amò profondamente il nostro paese, il poeta Shelley e molti altri contemporanei e non ci hanno scelti, poiché sanno che senza il nostro ingegno l’Occidente non sarebbe ciò che è, e sicuramente non sarebbe affatto!

Simona Aiuti

 


2 Risposte to “La stampa estera parla male di noi, niente di nuovo sotto il sole!”


  1. 1 Orazio Coclte
    ottobre 23, 2009 alle 12:39 PM

    Ha proprio ragione: come confrontare i meriti storici dell’Italia e del suo genio, italico anch’esso (ma direi anche littorio), con il presente di un paese con dinamiche economiche, politiche e sociali degne di un paese del Terzo Mondo? Mica si può fare tutto noi!


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